Se si vuole un esempio di pianta previdente ed accorta, economa ed organizzatrice, ecco il ciclamino dei boschi ombrosi ed umidi.
Dalla parte inferiore di questo tubero color vino si sviluppano alcune striminzite radici e da quella superiore lunghi peduncoli rossicci: peli su una testa calva, il tutto assai brutto, ma non importa, conta il riuscire a sopravvivere quando cibo non se ne trova.
Alcuni di questi gambi sorreggono foglie a forma di cuore arrotondato con alla base un solco profondo; al di sopra spicca una tinta verde scuro variegata d'argento: un ulteriore accorgimento per attivare la traspirazione, facilitata se vi sono grandi e fitti spazi intercellulari nel tessuto spugnoso, identificabili proprio dal colore più chiaro.
La loro forma è particolare: verso il basso si apre una cavità arrotondata, scura sul bordo, da cui si dipartono 5 lobi ripiegati all'insù come orecchie di lepre.
Dentro questa fauce stanno inseriti 5 stami con antere triangolari, la cui punta arriva fino al centro del tubo della corolla; in questo modo, formando come una piramide, occupano tutto lo spazio disponibile chiudendo l'apertura; astuzia anche questa, perché gli insetti per penetrare devono rimuovere le punte degli stami. Così, sporchi di polline, possono urtare lo stimma di altri ciclamini, il quale sporge sempre abbondantemente, fatto apposta per farsi toccare.
Secondo Plinio il Vecchio sarebbe una buona idea piantare ciclamini nel giardino per impedire a forze malefiche di agire; io direi, per ricordarci che contro le avversità bisogna programmare per tempo le difese.
E si può incontrare anche qualche variante al tipo classico!