Visualizzazione post con etichetta Plinio il Vecchio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Plinio il Vecchio. Mostra tutti i post

martedì 1 ottobre 2024

Betonica

(Stachys officinalis)
 
Gli antichi romani non avevano mezze misure: elencavano una cinquantina di malattie che la betonica poteva curare con successo e, siccome non bastava, le si attribuivano anche capacità di evitare visioni spaventose e poteri di contrasto degli spiriti maligni, in pratica era ritenuta un'erba dalle mirabolanti proprietà, da tenere sempre presente.
Non a caso qui un tempo, in genere a qualche pettegola, si esclamava 'te sè na betonega' per dire che ficcava il naso in ogni vicenda o 'i te conos pì de na betonega', riferito ad una persona molto conosciuta.




Oggi poche di queste virtù curative sono confermate dalla scienza medica, ma qualcuno pone ancora alcune sue foglie all'interno del cappello per alleviare le emicranie o tenta di accelerare la cicatrizzazione delle ferite con cataplasmi preparati con le sue foglie fresche.
La pianta innalza un fusto gracile, a sezione quadrata, completato da foglie pelose ruvide che appaiono quasi brattee verso l'apice; sono inserite nei nodi del fusto a coppie opposte e così sono collocate anche nella spiga fiorale, alla base del gruppo di fiori.



La corolla è formata dai petali saldati a formare un tubo un po' ricurvo che poi si apre in 2 labbra che divergono alquanto; il lobo superiore è suddiviso in 2 parti, l'inferiore in 3, di cui il centrale dentato e i laterali morbidamente arrotondati tutti sfoggiano una tinta rosata percorsa da macchie più scure.
Cresce nelle zone erbose dei boschi radi e nel vocabolario ottocentesco dell'amore segnala sorpresa ed agitazione. Forse le stesse che, secondo Plinio il Vecchio, spingevano un groviglio di serpi ad uccidersi tra loro, se circondate da quest'erba.


mercoledì 18 settembre 2024

Ciclamino delle Alpi

(Cyclamen purpurascens)

Se si vuole un esempio di pianta previdente ed accorta, economa ed organizzatrice, ecco il ciclamino dei boschi ombrosi ed umidi.
 

Innanzitutto impiega il suo fusto sotterraneo, normalmente destinato a portare in alto fiori e foglie, come magazzino alimentare: lo forza ad ingrossarsi, ad arrotondarsi, a riempirsi di un succo acre, ma anche velenoso, così può costituire una difesa contro eventuali assaggiatori, e forse gli ha fatto guadagnare anche il nome, dato che ciclamino deriva dal greco' kyklos - cerchio'.
Dalla parte inferiore di questo tubero color vino si sviluppano alcune striminzite radici e da quella superiore lunghi peduncoli rossicci: peli su una testa calva, il tutto assai brutto, ma non importa, conta il riuscire a sopravvivere quando cibo non se ne trova.

Alcuni di questi gambi sorreggono foglie a forma di cuore arrotondato con alla base un solco profondo; al di sopra spicca una tinta verde scuro variegata d'argento: un ulteriore accorgimento per attivare la traspirazione, facilitata se vi sono grandi e fitti spazi intercellulari nel tessuto spugnoso, identificabili proprio dal colore più chiaro.


Altri portano le corolle, sempre solitarie, ma a loro modo vistose per il numero, il colore roseo porporino e il profumo davvero inebriante, tutti artifizi messi in atto per attirare gli insetti.
La loro forma è particolare: verso il basso si apre una cavità arrotondata, scura sul bordo, da cui si dipartono 5 lobi ripiegati all'insù come orecchie di lepre.
Dentro questa fauce stanno inseriti 5 stami con antere triangolari, la cui punta arriva fino al centro del tubo della corolla; in questo modo, formando come una piramide, occupano tutto lo spazio disponibile chiudendo l'apertura; astuzia anche questa, perché gli insetti per penetrare devono rimuovere le punte degli stami. Così, sporchi di polline, possono urtare lo stimma di altri ciclamini, il quale sporge sempre abbondantemente, fatto apposta per farsi toccare.


Altra soluzione intelligente è il frutto, una capsula sferica, i cui semi raggiungono la maturità dopo un anno circa dalla fioritura; la pianta per facilitargli l'avvicinarsi alla terra attorciglia a spirale il peduncolo che lo porta, il quale lentamente s'inclina, fino a conficcarlo nel terreno.
Secondo Plinio il Vecchio sarebbe una buona idea piantare ciclamini nel giardino per impedire a forze malefiche di agire; io direi, per ricordarci che contro le avversità bisogna programmare per tempo le difese.
E si può incontrare anche qualche variante al tipo classico!


giovedì 15 agosto 2024

Millefoglio

(Achillea millefolium)
 
C'è un patriarca dei botanici, Plinio il Vecchio, che ha dedicato il libro 'Storia naturale' alle erbe officinali spontanee raccontando molte cose più o meno credibili. Narra ad esempio che l'eroe Achille, ferito il re Telefo, ne curasse la ferita con un impiastro contenente un'erba prodigiosa che lo guarì.
Si trattava dell'achillea, che a lui deve il suo nome, e riguardo alla quale osservazioni più recenti hanno chiarito che è anche in grado di rinforzare le piante vicine tramite sostanze secrete dalle sue radici; qualcuno ha anche affermato che può essere considerata il mercurocromo dei nostri prati.


Cugina della camomilla, come testimonia il suo aroma, è adattabile ed invadente; da un rizoma strisciante allunga i suoi fusti sotterranei che, emergendo dalla terra, prima sviluppano una rosetta di foglie basali, grigio argentee, molto frastagliate, poi uno o più steli ricoperti di foglie suddivise in innumerevoli lamelle distanziate tra loro e ricoperte di lanugine.
Sulla sommità si dilatano delle infiorescenze dense ed appiattite, formate da un insieme di piccole ombrelle, ognuna portante più fiori bianco-opaco o rosa.


Ogni peduncolo sorregge un involucro, composto da squame orlate di scuro, che protegge il ricettacolo dove s'inseriscono ordinatamente 2 tipi di fiori: gli esterni con ligula a 3 lobi, di genere femminile; gli interni, tubulosi, a 5 petali, bisex, con 5 stami a filamento libero ed antere saldate attorno all'unico stilo giallastro.


Presi ad uno ad uno, questi fiori sarebbero impercettibili, ma così assemblati si guadagnano una buona visibilità, rendendosi riconoscibili in qualsiasi luogo.