Lungo le scarpate che delimitano i ruscelli e nelle forre umide prospera questa robusta pianta erbacea, parente della rosa e della fragola: i suoi rizomi che s'intrecciano fittamente generano radici tanto potenti che sembrano fatte apposta per aggrapparsi al terreno talvolta smosso o franante.
Già ad inizio primavera, quasi dal nulla, appaiono getti grassocci e rossastri, subito ricercati dagli appassionati cultori dell'arte culinaria 'dei poveri', quella che in tempi lontani permetteva di aggiungere qualcosa di fresco alle poche riserve alimentari rimaste dopo l'inverno.
Sfiorendo, il tutto s'appesantisce e reclina verso il basso e il colore brunastro la rende del tutto simile alla 'barba di capra', nome col quale viene riconosciuta da molti.