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sabato 15 giugno 2024

Silene

(Silene vulgaris)

La parte fogliare si sviluppa assai presto su fusti rigidi con nodi evidenti da cui escono le foglie che sono opposte, oblunghe ed appuntite, di un bel colore glauco e su di esse la pioggia e la rugiada scivolano via per la loro consistenza cerosa; cucinate s'ammorbidiscono e si mangiano in vari modi.


S'innalza poi un lungo fusto sul quale s'ingrossa un calice biancastro o di color neutro, percorso da un reticolato venoso più scuro e terminante con 5 punte: era un vero gioco un tempo far scoppiare questi palloncini battendoli in fronte e gareggiare per vedere chi produceva lo scoppio più forte.


Da questo piccolo otre penzolante s'affaccia una corolla composta da 5 petali bianchi profondamente suddivisi in punta ed avvolgenti gli stami piuttosto corti e quasi del tutto racchiusi nel calice, dal quale invece sventolano 3 pistilli.



La struttura dell'infiorescenza che si compone piano piano è singolare: alla sommità dello stelo si forma il primo fiore e poi sotto spuntano due ramoscelli a loro volta con un fiore terminale, al di sotto del quale si sviluppano altri due ramoscelli e si potrebbe continuare all'infinito come nella filastrocca 'C'era una volta un re seduto sul sofà....'.


sabato 11 maggio 2024

Ginestra

(Genista janvensis)

Sul terreno arido all'interno di muretti assolati sono adagiati dei cuscinetti che espandono una luce solare luminosa, però di origine vegetale.
Sono i fiori di una delle tante varietà di ginestra, chiazze vistose abbarbicate in condizioni disastrate, ma anche così leggeri da dare l'impressione di essere sul punto di spiccare il volo.


Questo perché le corolle richiamano l'aspetto delle farfalle ad ali aperte: l'insieme è formato da un calice largo a tubo, 5 petali liberi, 10 stami uniti insieme tranne uno e un pistillo con lungo stilo ricurvo.



La struttura dei petali deve essere stata progettata da un abile ingegnere: infatti il petalo superiore è ampio e vistoso, quasi in verticale; i due laterali, le ali, sono uguali tra loro e i 2 inferiori più corti s'allungano orizzontalmente facendo aderire i margini sotto in modo da formare come una barchetta aperta superiormente.
Le ali sono fissate ai lati della barchetta con sporgenze che s'incastrano in apposite cavità e, nel caso in cui un insetto si posi su di esse, sono in grado di trasmettere il peso anche alla barchetta-carena.


Ciò fa liberare gli stami dal dispositivo a molla che li tiene lì nel fondo e, incurvandosi di colpo verso l'alto, lanciano contro l'addome dell'animale il polline.

Un meccanismo perfetto!