L'aconito pannocchiuto è un fiore comune allo stato selvatico e dai molti significati, ma tutti sottintendono colpa e rimorso, caratteristiche che s'addicono alla perfezione a una pianta così venefica.
Plinio il Vecchio la chiamava 'arsenico vegetale' per la sua forte tossicità che si può manifestare anche maneggiandola con poca cura perché l'aconitina, il veleno che contiene, potrebbe essere assorbito anche attraverso la pelle.
Essa è creata dal calice, il quale ha trasformato i 5 sepali in apparenti petali blu scuro, striati di linee, e ben diversi tra loro: il superiore è un casco arrotondato e allungato alla base da un filamento a forma di becco; due ovali sono disposti verticalmente ai lati e i due inferiori accostati appaiono lineari.