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domenica 1 dicembre 2024

Falsi frutti di rosa canina

(Cinorrodi)

Dopo la gloria della fioritura, ecco che gli arbusti di rosa canina, quelle semplici rose dai 5 leggeri petali appena appoggiati al calice come ali di farfalle, offrono lo spettacolo dei loro frutti; e da lontano appaiono come una morbida onda di fuoco che si staglia contro il cielo azzurro.


Piccoli otri di un intenso rosso aranciato, lucidi e levigati, custodiscono nel loro ventre i veri frutti pelosi: questi hanno l'aspetto di minuscole noccioline irsute, ciascuna delle quali nasconde all'interno il seme e il tutto è avvolto da un involucro di polpa acidula e compatta.
Persino uccelli e altri animali dei boschi sanno che rappresentano un forziere di sostanze utili a rinforzarsi per sopportare i rigori dell'inverno e se ne nutrono facendo buon uso della vitamina C e dei tannini in essa contenuti.


Anche gli umani un tempo li utilizzavano come medicamento astringente; ma se ne può fare un dolce utilizzo, raccogliendoli quando i primi freddi li hanno ammorbiditi e trasformandoli in una confettura deliziosa, apprendendo anche nel contempo l'arte della pazienza.
Staccare il tappo nerastro sul collo delle botticelle, tagliarle, togliere dall'interno la peluria, recuperare quel pizzico di polpa utile e metterla a cuocere in poca acqua finché si ammorbidisce può richiedere ore ed ore di attività 'zen'.


Passando al setaccio, aggiungendo dello zucchero, facendo cuocere ancora per poco, ci si assicura una scorta di profumo di rosa, di sapore di rosa, di colore di rosa: un vero elisir che scaccia la malinconia dei mesi senza colore.

martedì 28 maggio 2024

Rosa di macchia

(Rosa canina)

Non si direbbe proprio che un ciliegio, una potentilla, un nespolo, una fragola siano imparentati tra loro e con la rosa: la loro caratteristica comune è il fiore formato da 5 petali e da un calice con 5 sepali ben visibili e distinti tra loro.
Naturalmente gli umani, nel loro delirio di onnipotenza, hanno ben presto deciso che così non andava bene; bisognava far sì che le rose diventassero rifiorenti, più profumate e potessero fregiarsi di una corolla con almeno un centinaio di petali.



Per fortuna la rosa canina è riuscita a mantenersi semplice ed essenziale nella sua conformazione, giungendo a noi da epoche remote, adattandosi alle situazioni più diverse e continuando a rappresentare svariati significati simbolici che vanno dalla fragilità alla bellezza, al fascino femminile, ai riti dell'amore, alla metafora del tempo che scorre.




La pianta si sviluppa nelle siepi e nel sottobosco formando delle macchie mediante l'intreccio di rami sarmentosi, difesi da aculei dall'aspetto intimidatorio per la notevole stazza, ed impreziositi da foglioline lucide riunite in numero dispari su un picciolo comune.
I fiori grandi, con petali di un lieve pallore rosato prima morbidamente avviluppati su se stessi, poi vistosamente distesi e talvolta incurvati a difesa degli stami dorati, sono completati da un calice carnoso e tepali vistosi.


Non per sciupare tutti i pensieri poetici che questa regina dei fiori ha fatto nascere, ma anche per essa gli uomini hanno individuato un elemento prosaico: i suoi frutti, che poi sono falsi, anforette dal lucidissimo rosso acceso isolate o a ciuffi in cima ai rami,
Mentre scientificamente sono stati denominati pomposamente cinorròdi, volgarmente sono gratta-culo e qui da noi 'stropacui', per la loro capacità, naturalmente sotto forma di infusi e decotti, sciroppi e marmellate, di arrestare diarree, crampi, nausee e digestioni difficili.