A differenza delle vistose cugine esotiche, le orchidee spontanee italiane affondano le radici nel terreno di boschi e prati magri: sotto terra il giglio caprino è provvisto di due tuberi radicali, arrotondati e colmi di mucillagine. Uno alimenta la vegetazione dell'anno e l'altro accumula sostanze nutritive per lo sviluppo della pianta nell'anno successivo.
E così può avvenire la fecondazione incrociata con una produzione altissima di semi microscopici che potranno germogliare solo se nel terreno incontreranno un fungo con cui avviare un rapporto di reciproca utilità.
Questo contatto potrà avvenire per estrema causalità, come quando si cerca di incontrare l'anima gemella.