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venerdì 24 maggio 2024

Giglio caprino

(Anacamptis morio)

A differenza delle vistose cugine esotiche, le orchidee spontanee italiane affondano le radici nel terreno di boschi e prati magri: sotto terra il giglio caprino è provvisto di due tuberi radicali, arrotondati e colmi di mucillagine. Uno alimenta la vegetazione dell'anno e l'altro accumula sostanze nutritive per lo sviluppo della pianta nell'anno successivo.


Le foglie alterne, lanceolate, macchiate di bruno, abbracciano il fusto che porta i fiori riuniti in una spiga più o meno densa; essi mostrano una struttura unica nel regno vegetale: 3 tepali esterni simili tra loro ed incurvati a formare una volta, 3 tepali interni, due uguali e simmetricamente disposti, mentre il terzo, detto labello, è spettacolare, molto colorato e macchiato, di dimensioni notevoli e termina nel retro in una escrescenza chiamata 'sperone'.


Il labello porporino violaceo, con la funzione di pista d'atterraggio, indirizza gli insetti impollinatori verso il fondo in modo che restino appiccicati sul loro corpo almeno uno dei due pacchetti di polline portati dagli stami fertili e dotati di sostanze vischiose che funzionano da colla.
E così può avvenire la fecondazione incrociata con una produzione altissima di semi microscopici che potranno germogliare solo se nel terreno incontreranno un fungo con cui avviare un rapporto di reciproca utilità.
Questo contatto potrà avvenire per estrema causalità, come quando si cerca di incontrare l'anima gemella.

lunedì 8 gennaio 2024

Lichene

(Xanthoria parietina)

Li vedi sui sassi, sui muri, sui tronchi, al sole e all'ombra, d'estate e d'inverno, soli o in compagnia: lambiscono con la struttura appiattita del loro tallo le superfici a cui aderiscono e da ciò ricavano il loro nome di licheni.
Sono il risultato di un ingegnoso intreccio tra alghe, situate al di sotto di un insieme compatto di ife di fungo, colorate di rosso, giallo, verde, grigio... e tra questi due costituenti esiste uno scambio utile ad entrambi.


Il fungo usa le sostanze organiche prodotte dall'alga che è in grado di effettuare la fotosintesi, mentre essa sfrutta l'acqua e i sali minerali che il fungo assorbe dal substrato.
In questi giorni invernali l'occhio sosta più volentieri sul lichene xanthoria parietina che fa pensare ad uno sprazzo di sole, ad uno spruzzo di colore vivace sulle uniformi tinte scure delle cortecce.
Il fungo forma un'arrotondata distesa con ampi e giallastri lobi marginali tra cui sono distribuiti i corpi fruttiferi, luminose tazzine arancioni con margini chiari; l'alga verde se ne sta mascherata da questo giallo che funge da protezione solare.


Sembra impossibile, ma nei tempi antichi questi vegetali erano utilizzati come risorsa d'emergenza in caso di carestia: ora invece, riuscendo a tollerare bene anche l'inquinamento da metalli pesanti, vengono sfruttati per monitorare la presenza di elementi tossici riversati nell'ambiente dagli umani, veri campioni di dissennata ignoranza.