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lunedì 1 luglio 2024

Cefalantera maggiore

(Cephalanthera longifolia)

Si può attendere per molti giorni che la corolla di questa piccola orchidea si apra, ma niente, al massimo la socchiude solo un pochino nelle ore centrali della giornata; fa immaginare che sia sempre imbronciata, una piccola testa ostinatamente restia ad un contatto più intimo.


Eppure è bella e complessa la struttura dei suoi fiori bianchi, irregolari, disposti lungo il fusto a cui aderiscono mediante gambi che sembrano rinforzati o attorcigliati su sé stessi; al di sopra svettano 3 tepali esterni arrotondati, più in basso 2 lunghi e appuntiti che nascondono il labello centrale che sembra un sacco con entrata tinta di giallo e bordi rivolti all'insù.


All'interno stami e stilo sono concresciuti: un solo stame è fertile, mentre gli altri sono atrofizzati o trasformati; quindi l'impollinazione diventa un problema data anche la mancanza di nettare e profumo, per incentivare le visite.
La pianta aspetta e spera prolungando la fioritura per un periodo molto lungo e meno male che non è una parassita, come dimostrano le sue belle foglie verdi disposte ordinatamente a due a due opposte su nodi successivi fin sotto il primo fiore.


Non avendo quindi la certezza di riprodursi per seme, visto che le serve pure la presenza di specifici funghi per la germinazione, sa farlo anche per via germinativa usando le gemme del suo rizoma.

domenica 26 maggio 2024

Neottia nido d'uccello

(Neottia nidus avis)

La neottia nido d'uccello ha un nido non tra le fronde che non possiede, ma nelle ingrossate radici fitte ed aggrovigliate tra loro, dove dimora un fungo determinante nel momento della germinazione dei suoi semi e che lì rimane perché a sue spese avviene tutto il ciclo vitale della piantina.
Il suo fusto è in parte sotterraneo e in parte si eleva diritto e semplice come un bastoncino, privo di foglie e con qualche guaina ocracea a distanze regolari.
La parte terminale si muta in una spiga più o meno densa di fiori appoggiati, come a sostenersi nella loro fragilità, alla base di squamette.


Il tutto è tinto di uno sbiadito colore ocra chiaro o verdognolo, quasi opalescente; nessun cenno di verde perché non si forma clorofilla, campando la pianta di quanto le fornisce il fungo che con lei convive sottoterra.


I fiori, modellati come quelli di altri tipi di orchidea, non hanno nessuna sottolineatura di colore: tutti i tepali monotonamente uniformi, sono minuti. Soltanto il labello, che è centrale e rivolto verso il basso mediante torsione del pedicello del fiore che ruota sottosopra, si sporge ad ala di rondine.
Gli altri 2 tepali interni e 3 esterni si dispongono a cappuccio per proteggere lo stame con una sola antera fertile abbracciato allo stilo come una sorta di pilastro al centro del fiore.
Dopo la fioritura esso sparisce e può essere possibile, se non si realizzano le condizioni adatte, che non si faccia più vedere per anni, mantenendo la sua vita nella radice nascosta.