Visualizzazione post con etichetta ortica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ortica. Mostra tutti i post

domenica 28 luglio 2024

Ortica comune

(Urtica dioica)
 
Da giovane l'ortica si presenta con un aspetto ingenuo, fresco e parrebbe accomodante; ma basta anche un solo leggero tocco alle foglie per essere punti dal suo pelo che è fatto come un ago da iniezioni.
Esso inizialmente è una semplice cellula del fusto e delle foglie, la quale, durante lo sviluppo, s'ingrossa e si unisce ad altre che formano una specie di piedistallo facendola allungare ed inclinare, mentre al di sotto la membrana che la riveste s'assottiglia.
Se urtata, questa si lacera e la punta sottilissima che è ripiena di acido formico ed altri fluidi urticanti viene spinta fuori dalla sua base e sparge questo liquido su quello che considera un nemico.


Non è altro che il suo modo di difendersi dagli erbivori che altrimenti la sterminerebbero ed anche dagli uomini che la raccolgono e la usano per molteplici scopi.
Cresciuta, si riconosce facilmente perché sui suoi fusti rossastri, quadrangolari e forti pendono, attorno ai nodi, tra le foglie triangolari, delle spighe simili a frange verdastre.
A prima vista sembrano tutte uguali, invece alcune piante portano fiori maschili eretti che racchiudono 4 stami, altre fiori femminili penzolanti corredati di ovario, che aspettano di essere raggiunti dal polline trasportato dal vento: per questo le infiorescenze non hanno alcuno degli accorgimenti usati per attirare gli insetti
.


Se per qualche ragione l'unico seme che produce ogni fiore femminile non dovesse formarsi, l'ortica non si perde d'animo, assicura la continuazione della sua vita per mezzo del suo rizoma. Ha una tale vitalità che basta ne resti anche un solo mozzicone nel terreno perché rigermogli.
Nell'antichità si riteneva che questo prodigioso vigore potesse essere trasferito agli umani; ad esempio il poeta romano Petronio esortava gli uomini bisognosi di riacquistare la virilità a farsi frustare con un mazzo di ortiche nella parte bassa del corpo: una flagellazione davvero eccitante!

domenica 7 aprile 2024

Lamio rosso

(Lamium purpureum)

Esiti a toccarla temendo che sia un'ortica pungente; invece è un'erba morbida, bassa e prostrata ma con fusticini quadrangolari che svettano verso il cielo esibendo un ciuffo terminale di foglie un po' arrossato come se lo sforzo di catturare la luce lo avesse fatto sudare.


Anche i fiori appaiono roseo-porporini, disposti tutti attorno al fusto ma in modo tale che i superiori non ombreggino gli inferiori: ad ognuno il suo raggio di sole, non si avvantaggia nessuno a scapito di altri!


Sono un po' inquietanti però, perchè capaci di ingoiare interi bombi alla ricerca del nettare che s'annida in fondo al tubo fiorale, favorendo il loro atterraggio su un petalo alquanto sviluppato e piegato verso il basso e inibendo l'ingresso ad altri visitatori inopportuni mediante un anello di peli a difesa dell'entrata.
Si sa, questi insetti sono un po' pesanti per cui il loro dimenarsi scuote le antere che fanno cadere una pioggia di polline per la gioia dei pistilli che potranno accoglierlo ed eventualmente fruttificare.
La pianta ha pensato anche a proteggere questi preziosi organi 'salvaspecie' dalle avversità, disponendo un paio di petali a forma di cappuccio sopra di essi.
Ed anche il suo nome, dal greco 'laimos - fauci, gola' o da 'lamos - cavità' sottolinea questo espediente che ha escogitato per solleticare gli istinti altrui e servirsene per realizzare i propri.