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mercoledì 3 aprile 2024

Favagello

(Ranunculus ficaria)

Già quando le acque dei ruscelli e dei torrenti mostrano le loro spumeggianti correnti primaverili dovute allo sciogliersi delle nevi, questa pianta compare sulle rive ombrose e paludose, trapuntando il suolo con le sue regolari rosette di foglie appiattite.



Uno sviluppo così anticipato è possibile perché la sua prudenza vuole che abbia immagazzinato del cibo nei suoi organi di riserva sotterranei, piccoli tuberi a forma di fico, cosa che spiega anche il motivo di una parte del suo nome.
Essi portano gemme per nuovi fusti, foglie e fiori, svernanti appena sotto il letto di foglie e al primo accenno di sole eccoli pronti ad erompere in un tripudio di foglioline carnose di un pulito verde intenso.


Al centro vigorosi peduncoli portano un fiore solitario ciascuno, che splende per la luminosità della sua corolla composta da 8 - 11 petali di un bel giallo dorato e luminoso.
Gli stami inseriti a spirale sono innumerevoli e le antere ripiegate all'interno si torcono nello sforzo di proiettare all'esterno il polline in modo da fecondare ovari diversi dal proprio.
Non sono certi infatti dell'arrivo di insetti che faciliti questa incombenza, e per il momento il passaggio di ranocchie e raganelle è ricordato solo dal suo nome 'ranunculus'.


domenica 31 marzo 2024

Corniolo

(Cornus mas)

Sull'alberello dai rami grigiastri, noto per la sua flemma nello svilupparsi, ma anche per la sua robustezza, appare una trina di un bel giallo vivo, composta da uno sciame di fiori su fiori quando ancora scorazzano le raffiche gelate invernali.


Si sono schiuse le piccole gemme rossicce che prima erano ben sigillate da due paia di brattee disposte in croce e spalmate da una sostanza capace di trasformare i raggi luminosi in raggi calorifici, spronandole quindi ad aprirsi.


Nell'interno di questo tiepido involucro non appare solo un fiore ma un'ombrella globosa di fiori d'età diversa, infatti alcuni sfoggiano petali ben distesi, altri ripiegati, altri ormai caduti.


Nessuna competizione tra loro, ad ognuno il proprio tempo e il proprio spazio, bisogna favorire in ogni modo una fecondazione incrociata. Ci vuole programmazione per generare dei frutti!
Mentre gradualmente i fiori si fanno adulti, le quattro brattee ben allargate con il loro fondo giallo chiaro s'incaricano d'accentuare la visibilità delle infiorescenze cosiché gli insetti impollinatori non le perdano di vista e possano collaborare come trasportatori di polline.


Il nome deriva da 'cornus - corno' ad indicare la particolare consistenza e lucentezza del legno simile alle corna del bue e la simbologia floreale gli attribuisce la qualità della durata e quindi della fedeltà.