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venerdì 5 aprile 2024

Dente di cane

(Erythronium dens-canis)
 

Dal piede, o meglio dal suo bulbo allungato che ricorda il dente di un cane e rivestito da numerose tuniche membranose, ben sepolto in un fresco terreno ricco di humus, s'innalza un delicato stelo rotondo che porta un'unica corolla ricurva poco appariscente.


Ma nel suo insieme è un fiore leggiadro, estremamente leggero ed elegante, che può mostrare, a seconda della maturazione, tepali rinchiusi a formare un astuccio ricadente verso il basso, oppure completamente aperti a raggiera o rivolti, come vessilli ondeggianti, verso l'altro.

                               

Sono 6, ora bianchi, ora rosa, ora porporini e quando s'incurvano sembrano voler mettere
in mostra il pistillo bianco la cui porzione terminale si suddivide in tre ricci e 6 stami violacei molto vistosi.


Ondeggianti al vento, pare che da un momento all'altro stiano per spiccare il volo come uccelli trampolieri, portando lontano le brutture dell'inverno.


Due foglie a forma di lancia arrotondata, verdi-grigie, accompagnano il fiore nel suo schiudersi ed essendo ricoperte da screziature bruno-rossastre o viola ricordano la pelle di qualche rettile e forse è per questo che gli fu assegnato il nome, da 'erytros - rosso'.


mercoledì 3 aprile 2024

Favagello

(Ranunculus ficaria)

Già quando le acque dei ruscelli e dei torrenti mostrano le loro spumeggianti correnti primaverili dovute allo sciogliersi delle nevi, questa pianta compare sulle rive ombrose e paludose, trapuntando il suolo con le sue regolari rosette di foglie appiattite.



Uno sviluppo così anticipato è possibile perché la sua prudenza vuole che abbia immagazzinato del cibo nei suoi organi di riserva sotterranei, piccoli tuberi a forma di fico, cosa che spiega anche il motivo di una parte del suo nome.
Essi portano gemme per nuovi fusti, foglie e fiori, svernanti appena sotto il letto di foglie e al primo accenno di sole eccoli pronti ad erompere in un tripudio di foglioline carnose di un pulito verde intenso.


Al centro vigorosi peduncoli portano un fiore solitario ciascuno, che splende per la luminosità della sua corolla composta da 8 - 11 petali di un bel giallo dorato e luminoso.
Gli stami inseriti a spirale sono innumerevoli e le antere ripiegate all'interno si torcono nello sforzo di proiettare all'esterno il polline in modo da fecondare ovari diversi dal proprio.
Non sono certi infatti dell'arrivo di insetti che faciliti questa incombenza, e per il momento il passaggio di ranocchie e raganelle è ricordato solo dal suo nome 'ranunculus'.