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lunedì 8 aprile 2024

Anemone bianca

(Anemone nemorosa)

Approfitta dei raggi che si insinuano tra i rami ancora nudi per risvegliarsi e ripopolare le radure delle faggete, dei querceti e dei boschi misti battuti dal vento.


Non per nulla, gli antichi greci l' avevano chiamata così da 'anemos-vento', assegnando a questa pianticella il ruolo di sposa di Zefiro, venticello caldo che rende tutti fecondi, e disponibili al soffio della vita nascente: sembra un fiore fragile e labile, ma è solo apparenza, perché si rivela solido ed adattabile tanto da ricoprire come un arazzo notevoli estensioni di terreno.
Quando il sole si fa più insistente, ecco che le corolle di molte piante si schiudono contemporaneamente e sembrano guardare tutte nella stessa direzione, a meno che la pioggia non faccia incurvare l'unico gambo che sostiene una corolla di 6-8 sepali bianchi, sottolineata appena sotto da un collarino di 3-5 foglie frastagliate di una forte tonalità verde-scuro.


Al centro di queste stelle, candide nella parte interna e con striature appena soffuse di viola nella parte inferiore spicca un agglomerato di stami e pistilli vistosi a formare una specie di bottone giallo - verdastro.


La piantina rimane visibile fino a quando il suo ciclo è compiuto, poi soltanto la 'zampa', il suo piccolo rizoma, vivrà sotto terra in attesa, come la bella addormentata, del risveglio nella primavera successiva.

sabato 6 aprile 2024

Viola

(Viola odorata)

Si scopre all'improvviso, come s'addice a chi è indicato quale sinonimo di modestia e timidezza: fino al giorno prima camminando su quel prato si scorgeva solo erba, poi una fantasmagoria di corolle, naturalmente violacee, annuncia che la primavera s'è davvero imposta.


È un fiore semplice e rustico, delicato e forte, da designare come emblema della bellezza pura per la sua forma, per la tinta, per il profumo ed anche per la sua storia.
Coltivato già dai Greci e dai Romani, convinti questi ultimi che le sue corolle tenute nelle sale dove vi era un banchetto allontanassero i fumi del vino, ha avuto poi l'onore di essere disegnata da Leonardo da Vinci, di dare il nome all'eroina di una tragedia musicale del Verdi, di essere simbolo dei seguaci di Napoleone, di avere notorietà enorme nell'Ottocento.


La disposizione dei suoi 5 petali vellutati, con quello disposto in basso che s'allunga in uno sprone posteriore fasciato dal calice, la loro curvatura dolce e il punto d'innesto centrale simile a un naso ricordano l'espressione attonita e curiosa di una piccola faccia.


Il tutto si sviluppa dal rizoma, una tarchiata radice fibrosa da cui si dipartono numerosi fusti radicati ed aerei che danno origine a foglie, fiori e a stoloni, rami filiformi che s'allontanano dalla pianta madre per attuare il suo istinto coloniale.
Da ingenua e semplice, la viola divenne nel tempo complicata e raffinata a causa dell'uomo e del mercato che ne richiedeva grandi quantità.