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sabato 13 aprile 2024

Petasite

(Petasites hybridus)

Dissimula la sua presenza durante l'inverno, mantenendo nascosto il suo robusto rizoma carnoso, capace comunque di impadronirsi di vaste aree con numerosi individui aggregati in colonie via via più consistenti, purché i terreni siano ricchi di sali e in prossimità di luoghi umidi.


In primavera compaiono quasi dal nulla i fiori sostenuti da un fusto cavo, a forma di tozzo pennacchio dalla coloritura porporina che poi, sviluppandosi via via le corolle, vira verso un rosa slavato tendente al bianco.


Ogni peduncolo porta un gruppo di fiori abbracciati stretti da brattee che lasciano intravedere appena i boccioli serrati che poi si apriranno mettendo in mostra cinque tepali candidi da cui sporgerà qualche fiore a linguetta.


La laboriosa opera di fecondazione ha necessità di essere favorita da qualche insetto viaggiatore, in genere sono le api a dare la loro manodopera, poiché ogni pianta porta esemplari di fiori o solo maschili o solo femminili: meglio evitare tentazioni improprie!


Infine, in estate, dalle radici emergono foglie di dimensioni ed aspetto notevoli, tanto che gli antichi assegnarono alla pianta il nome 'petasus - cappello da viaggio', il copricapo a larghe falde che all'epoca s'indossava per proteggersi.

martedì 9 aprile 2024

Latrea comune

(Lathraea squamaria)

Quando la vedi emergere dalle foglie marcescenti con quel rosa delicato, pensi a qualcosa di fragile, di raffinato, di dolce come un bambino appena nato, incapace quindi di azioni scellerate.



Invece è una pianta che solitamente se ne sta rintanata nell'oscurità del terreno, 'nascosta' come illustra il suo nome, per tutto l'anno, tranne che in quel breve periodo quando vuol ostentare al mondo l'eleganza della sua infiorescenza.
Occulta quindi la sua vera natura, quella di essere una pianta parassita, in pratica una scroccona che mangia in casa altrui senza doversi affaticare per alimentarsi, perché sottrae a qualche altro vegetale quel che le abbisogna.


Non necessita quindi di foglie e fusti funzionanti alla luce del sole, non le serve la clorofilla per cui nessun colore verde per lei! Pensa a tutto l'ospite a cui s'attacca, facendo dipartire dal suo grosso rizoma sotterraneo dei particolari filamenti alla ricerca di una radice viva sui cui vasi linfatici penetrare e risucchiare le sostanze nutritive già pronte.


I fiori, innestati tutt'attorno ad un gambo tozzo che reclina verso terra, ostentano una corolla a tubo con la parte superiore rosata a cuffia e l'inferiore biancastra divisa in 3 lobi da cui sfugge uno stilo giallastro e sporgente e sono protetti da un calice a campana e da ampie brattee striate. Davvero un fiore da esposizione!


sabato 6 aprile 2024

Viola

(Viola odorata)

Si scopre all'improvviso, come s'addice a chi è indicato quale sinonimo di modestia e timidezza: fino al giorno prima camminando su quel prato si scorgeva solo erba, poi una fantasmagoria di corolle, naturalmente violacee, annuncia che la primavera s'è davvero imposta.


È un fiore semplice e rustico, delicato e forte, da designare come emblema della bellezza pura per la sua forma, per la tinta, per il profumo ed anche per la sua storia.
Coltivato già dai Greci e dai Romani, convinti questi ultimi che le sue corolle tenute nelle sale dove vi era un banchetto allontanassero i fumi del vino, ha avuto poi l'onore di essere disegnata da Leonardo da Vinci, di dare il nome all'eroina di una tragedia musicale del Verdi, di essere simbolo dei seguaci di Napoleone, di avere notorietà enorme nell'Ottocento.


La disposizione dei suoi 5 petali vellutati, con quello disposto in basso che s'allunga in uno sprone posteriore fasciato dal calice, la loro curvatura dolce e il punto d'innesto centrale simile a un naso ricordano l'espressione attonita e curiosa di una piccola faccia.


Il tutto si sviluppa dal rizoma, una tarchiata radice fibrosa da cui si dipartono numerosi fusti radicati ed aerei che danno origine a foglie, fiori e a stoloni, rami filiformi che s'allontanano dalla pianta madre per attuare il suo istinto coloniale.
Da ingenua e semplice, la viola divenne nel tempo complicata e raffinata a causa dell'uomo e del mercato che ne richiedeva grandi quantità.

giovedì 28 marzo 2024

Primula

(Primula vulgaris)

La primula, che tappezza senza risparmiarsi le pendici delle alture esposte al sole, è detta da qualcuno 'fior di cuculo' perché addobba la terra con i suoi fiori gialli quando il cuculo, messaggero della primavera, comincia a far echeggiare tra i rami il suo ripetitivo canto, cucù, cucù.


Ed anche questa pianticella ripete se stessa, perché il rizoma, che è il suo fusto nascosto sotto terra, muore nella sua parte vecchia, mentre dall'altra s'allunga per mezzo di gemme che ogni anno costruiscono un nuovo pezzo di fusto, di seguito del precedente, completandolo poi con radici temporanee.
Così ringiovanita, tra le foglie bollose, disposte a rosetta, accende una miriade di corolle gialle, assomiglianti a lampadine ammiccanti, per ravvivare i tappeti invernali di foglie morte.
La corolla di ciascun fiore è un tubo quasi cilindrico che s'espande in un orlo a ruota, diviso in cinque lobi cuoriformi, in pratica un imbuto floreale che qualcuno succhia perché, nascosti in questo astuccio, s'annidano cinque stami e un solo pistillo dal sapore dolciastro.
Il tutto è protetto da un calice ottenuto dalla fusione di tanti sepali quanti sono i petali, dei quali restano libere solo le punte.


Se questi bicchierini non fossero così minuscoli, si potrebbero usare per brindare alla primula, il cui nome da 'primus - primo' indica la sua vittoria nell'essere la prima a fiorire ed anche la freschezza del suo apparire inaspettato che inneggia alla gioventù e al rinnovamento.