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lunedì 6 maggio 2024

Coda cavallina

(Equisetum arvense)

Nel suo piccolo, il fusto sterile estivo dell'equiseto fa concorrenza al maestoso abete assomigliandogli nella forma: è un minialberello dotato, lungo il fusto e nei punti sottolineati da nodi, di collettini di rametti eretti che diminuiscono di lunghezza man mano che s'avvicinano alla cima, così sottili da sembrare aghi tremolanti.
Per assegnargli un nome si è ripiegato però su una somiglianza più prosaica: lo si è visto come una coda di cavallo , mancandogli sicuramente di rispetto, perché esso è un organismo tra i più diffusi ed antichi della terra.
I suoi resti fossili indicano la sua presenza già 400 milioni di anni fa circa, quindi i suoi occhi vegetali ne hanno viste ben più degli uomini!
Testimonia la sua vetustà anche la sua organizzazione 'sessuale' rimasta 'primitiva'; su un altro fusto, che invece appare precocemente in primavera, porta delle spore che, propagandosi con vari movimenti a seconda dell'umidità del terreno dove cadono, danno origine a nuovi rizomi, che sono la porzione strisciante, sotterranea, invisibile da cui si dipartono questi elementi aerei.


L'allungamento fertile è bianco-ocraceo, con guaine a più punte distanziate con regolarità lungo il fusto e termina con una specie di cappuccio globoso, una specie di cono ben gonfio di spore tutte uguali.


La pianta non è conosciuta per la sua infiorescenza, particolare ma non certo appariscente, ma nel fatto che le sue parti sono impregnate di silice per cui manifesta un buon potere mineralizzante entrando a far parte di diritto delle erbe curative.

giovedì 25 aprile 2024

Consolida maggiore

(Symphytum officinale)

Amante dei terreni intrisi d'acqua ed ombrosi, la consolida affonda profondamente delle robuste radici fuoriuscenti da rizomi, 'radici nere', pare ricche di sostanze cicatrizzanti.


La pianta mostra un aspetto ruvido ed irsuto per la presenza di peli sui fusti angolosi e zigzaganti e sulle foglie lanceolate, apparendo un po' scapigliata e scomposta per questo, ma decisa a difendersi dall'appetito degli animali che la trovano di loro gradimento.
Da coppie di peduncoli arcuati uscenti dall'apice del ramo pendono dei fiori biancastri, giallognoli o violacei, perfino verdastri, ma sempre tenui nella loro coloritura.


Si raggruppano su un peduncolo che si suddivide in due parti, mostrando corolle tubolose, le quali, avendo i petali saldati, s'allargano a campana con un lieve e vezzoso arricciamento sul bordo.


Nascoste all'interno vi sono 5 scaglie triangolari che si rinserrano sulle antere degli stami come a proteggerli; similmente unisce, 'consolida' anche ossa, cartilagini, tessuti e pelle degli umani, meritandosi per questo la qualifica di pianta curativa.