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venerdì 22 marzo 2024

Erica

(Erica carnea)

Sognatori in letargo come siamo, talvolta siamo colti di sorpresa da chi, sola soletta, festeggia una sua personale primavera in data assai diversa da quella ufficiale: si tratta dell'erica, un arbusto strisciante, alto una trentina di centimetri, che stende dei drappi di colore sul terreno brinato, o che sporge dalla neve offrendo un ricamo di un rosa delicato su sfondo bianco.
I suoi cespi sono talmente compatti da non permettere al di sotto lo sviluppo di altre piante; se non disturbati, lentamente s'espandono e si danno alla colonizzazione asfissiando lentamente i vicini.



Le sue foglie aghiformi, di un verde polveroso, sono riunite in ciuffetti persistenti.
I fiori hanno l'aspetto di minuscole campanelle a barilotto, cilindriche o tubolari, riunite in spighe fitte di color roseo più o meno intenso.


Nel linguaggio dei fiori alle eriche si suole attribuire il significato 'solitudine, pace', che ben s'adatta all'ambiente naturale dove si ricavano il loro spazio, ossia montagna, brughiera, lande deserte.
Pare anche che le loro radici siano così forti da spezzare perfino le rocce dove cercano di ancorarsi e farsi strada. In effetti sono le avversità e i contrasti a fornire a ciascuno la capacità di crescere e sopravvivere.


mercoledì 20 marzo 2024

Salice

(Salix caprea, salix alba, salix viminalis...)

Tra le prime ad avvertire l'avvicinarsi di tempi nuovi ci sono le gemme a fiore di diverse specie di salice che crescono con portamento spesso cespuglioso, ma anche come alberelli isolati, nelle numerose zone umide della Valpiana, ad un'altitudine di circa 900 metri sul livello del mare.


I suoi amenti si sviluppano sui rami ancora nudi: le gemme maschili, avvolte in squame brune, addossate le une alle altre come le tegole di un tetto, sono infiorescenze arrotondate e grassocce, protette da un pelo grigio-argenteo. Nel progredire del loro sviluppo s'ingrossano sempre più, s'incurvano e si ricoprono di antere dalla gialla capocchia ricolma del polline che il vento s'incaricherà di disperdere, sperando che vada a depositarsi sui fiori femminili, meno appariscenti e di colore verdastro.



È specie pioniera, quindi coraggiosa perché cresce su terreni non sempre ospitali e nel linguaggio delle piante assume il significato 'árrenditi', come a dire che è talmente forte da sopravvivere anche se non incontra situazioni favorevoli.
Nell'affrontare un nuovo anno anche gli umani dovrebbero assumere questo atteggiamento.