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mercoledì 10 aprile 2024

Croco

(Crocus vernus)

Minuti e raccolti, vestiti di tinte pastello, irrompono dall'erba secca o anche da macchie di neve ancora persistenti come candele che s'accendono all'improvviso.


E in effetti lo stilo filiforme con stigmi allargati di un vivido color rosso- aranciato sembra i fili incandescenti di una lampadina accesa la cui luce si diffonde con un alone soffuso: a fare da schermo sono i 6 tepali, tre esterni e 3 interni, a forma di spatola arrotondata.


Ogni pianta mette vistosamente in mostra uno o due fiori non odorosi, provenienti direttamente dal loro bulbo arrotondato, più o meno schiacciato ai poli ed avvolto da tuniche fibrose, una perfetta cipollina a forma di fiasco, che avvizzirà e si atrofizzerà dopo la fioritura, vero sacrificio d'amore.
Forse per questa esposizione di organi sessuali e per questo annullarsi a favore della riproduzione, gli antichi pensavano che indicasse passione ed amore e lo volevano come ingrediente nei filtri d'amore.



La sua però è una bellezza effimera, dura poco e soltanto se sboccia in gran quantità attira l'attenzione; s'incaricheranno poi le foglie lineari a ricostituire le riserve di cibo riformando un nuovo bulbillo per la fioritura dell'anno successivo.





venerdì 5 aprile 2024

Dente di cane

(Erythronium dens-canis)
 

Dal piede, o meglio dal suo bulbo allungato che ricorda il dente di un cane e rivestito da numerose tuniche membranose, ben sepolto in un fresco terreno ricco di humus, s'innalza un delicato stelo rotondo che porta un'unica corolla ricurva poco appariscente.


Ma nel suo insieme è un fiore leggiadro, estremamente leggero ed elegante, che può mostrare, a seconda della maturazione, tepali rinchiusi a formare un astuccio ricadente verso il basso, oppure completamente aperti a raggiera o rivolti, come vessilli ondeggianti, verso l'altro.

                               

Sono 6, ora bianchi, ora rosa, ora porporini e quando s'incurvano sembrano voler mettere
in mostra il pistillo bianco la cui porzione terminale si suddivide in tre ricci e 6 stami violacei molto vistosi.


Ondeggianti al vento, pare che da un momento all'altro stiano per spiccare il volo come uccelli trampolieri, portando lontano le brutture dell'inverno.


Due foglie a forma di lancia arrotondata, verdi-grigie, accompagnano il fiore nel suo schiudersi ed essendo ricoperte da screziature bruno-rossastre o viola ricordano la pelle di qualche rettile e forse è per questo che gli fu assegnato il nome, da 'erytros - rosso'.


lunedì 1 aprile 2024

Campanella

(Leucojum vernum)

La campanella di primavera assomiglia al bucaneve, ma non lo è, anche se ne imita alcune abitudini.



Dal centro del suo bulbo,sepolto anche a 15 centimetri di profondità dalla superficie, s'innalza una gemma grassoccia, avvolta da diverse tuniche biancastre, allevata come riserva delle economie alimentari della pianta.
Essa genera diverse foglie simili a nastri, di un bel verde cupo quando sono fuoriuscite, che abbracciano con la loro base il gambo del fiore come a volerne proteggere la delicata bellezza nel difficile attraversamento del terreno.Come si sa, venire alla luce è un'azione temeraria e faticosa.
Lo scapo, cioè l'asse robusto, sostiene un fiore che è una freschissima corolla ad ombrella pendula, formata da sei tepali tutti uguali, tre interni e tre esterni, macchiati di verde pisello su ogni apice.


Sguscia da una spata membranosa e traslucida che sembra aiutarlo a mantenersi in equilibrio e a dondolare alla brezza senza spezzarsi.


La fioritura è prolungata e coronata dall'emissione di un leggero profumo fragrante che potrebbe assomigliare a quello di un vino, come sembrerebbe alludere anche il significato del nome 'leucojum - bianco, vernum - inverno', quindi 'bianco d'inverno'.

lunedì 25 marzo 2024

Bucaneve

(Galanthus nivalis)

Accarezzati da qualche debole raggio di sole o anche da qualche fiocco di neve, i bucaneve rappresentano l'avanguardia di quella moltitudine floreale che tra aprile e maggio s'impegnerà ad invadere ogni angolo, simboli quindi di una speranza che anche nelle avversità più estreme ci invita a superare lo sconforto.


Ma come può permettersi una tale precocità? Il segreto sta nel suo bulbo sotterraneo, nel quale foglie trasformate in scaglie carnose, ricche di fecola, alimentano il germoglio troppo debole per bastare a se stesso.
E le riserve sono così abbondanti da stimolare lo sviluppo di una guaina che abbraccia due uniche foglie lineari e un gambo che sorregge una corolla solitaria, pendente come una campanella o una lampada.


Tre grandi sepali lattei sono disposti a protezione della corolla interna di tre petali, anch'essi candidi ma con verdi goccioline all'apice di ognuno, i quali ospitano sei stami aranciati e un unico pistillo.
Il suo nome significa ' latte e fiore', quindi fiore color latte della neve, immagine di allegria, freschezza, novità, purezza. Forse vuol rivaleggiare col bianco della neve da cui si distingue per quella macchiolina verde e per quel profumo indefinibile, fatto soltanto d'aria e di sentore d'erba brinata.