venerdì 23 agosto 2024

Camomilla

(Matricaria chamomilla)
 
Non è facile in Valpiana incontrare piante di camomilla che crescano in ambiente con vegetazione totalmente spontanea; ma questa era lì, lungo una strada sassosa, ai piedi di un grosso macigno, capitata in quel luogo deserto chissà in che modo, ma piuttosto rigogliosa anche se in terreno molto povero.


Si presenta con portamento a cespuglio, composto da un aggregato di fusti, alcuni fieramente eretti, altri appesantiti dai fiori e quindi ricadenti per l'incapacità di sostenerli; nella parte inferiore sono adorni di foglie di un delicato verde chiaro, suddivise così tanto da essere quasi filamenti con una breve punta, inseriti ordinatamente lungo la nervatura centrale e nell'insieme simili ad un pizzo lievemente ombreggiante.
Sulla sommità di steli piuttosto sottili ed allungati sono infine fissati i fiori, i quali, ad un primo sguardo, sembrano piccole margherite, perché organizzati in capolini con fiori esterni a lunga lingua bianca e interni a breve tubo con corolla gialla.


Sono inseriti su un ricettacolo conico, protetto da un involucro di brattee ottuse, con caratteristica cavità vuota all'interno.
Quando raggiungono la maturità, i fiori a raggiera si ripiegano all'indietro, assumendo quasi la forma di una minicometa sfrecciante, mentre i centrali perdono il loro splendore ripiegando su una sfumatura più spenta.


Il nome, dal greco, significa 'piccola mela di terra' per il profumo simile, affermano alcuni, a quello di certi pomi; a me invece il suo aroma ricorda sempre l'infuso che, al primo apparire di piccoli disturbi di bambina, mi veniva prontamente somministrato, accompagnato da un atteggiamento di fiducia quasi assoluta che tale filtro magico potesse sconfiggere avversità e negatività di ogni tipo e ciò bastava a rendere più sopportabile il male.

giovedì 22 agosto 2024

Genziana crociata

(Gentiana cruciata)
 
La genziana crociata, che si trova a suo agio su pendici ben soleggiate ed asciutte, è una pianta davvero 'ben piantata' su un fusto cilindrico, spesso arrossato, semplice, ma diritto e solido, come testimoniano anche i nodi ravvicinati.



Ma questa robustezza cosa deve sostenere? Un'ammucchiata di foglie coriacee, lucide, pesanti, che lo inguainano quasi del tutto e le cui nervature parallele formano dei solchi evidenti.
Sono disposte in modo da configurare, una sopra l'altra, delle croci; questo non perché seguano la religione cristiana, ma per l'assoluta necessità che ogni foglia avrebbe di aria e di sole.
Così si sono ingegnate in modo che ciascuna ne possa avere la maggiore quantità possibile, chiaro esempio dell'eterna armonia della natura che sembra casuale e invece è il risultato di un'attenta programmazione in modo che i bisogni di ogni parte, soddisfatti, facciano prosperare il tutto; regola questa che gli umani spesso e volentieri dimenticano!


Oltre alle numerose foglie vi è anche l'infiorescenza da reggere ed anch'essa è pesante perché formata da diversi fiori annidati alle ascelle fogliari e raggruppati a fascetti, quasi per riscaldarsi a vicenda.
Sono fiori con calice a tubo, di un verde quasi trasparente con bordo suddiviso in 4 denti irregolari e una corolla a campana con 4 lobi a punta triangolare azzurri, di quell'azzurro che gareggia in luminosità con le vetrate delle chiese gotiche
.


Nell'interno numerose punteggiature più scure vanno a scomparire nel bianco del fondo da cui emergono 4 stami con antere rosee e ancor di più lo stilo massiccio che esibisce 2 stimmi prominenti.

mercoledì 21 agosto 2024

Menta d'acqua

(Mentha aquatica)

Non solo il profumo ma anche l'aspetto della menta d'acqua attira, per la sensazione di freschezza pulita che procura: sarà che in genere si individua accanto o dentro a stagni, sorgenti, ruscelli già di per sé rinfrescanti, tuttavia anche lo sviluppo rigoglioso, ma ordinato dei suoi stoloni e il posizionarsi regolare delle sue infiorescenze al di sopra di ogni coppia di foglie offrono ristoro ad uno spirito stanco e disorganizzato.



Questa pianta e tutte le innumerevoli altre specie hanno sempre avuto una parte importante nella storia, a partire dall'epoca egizia quando erano usate per la preparazione di profumi ed unguenti liturgici, fino al tempo attuale in cui vengono coltivate su vasta scala per estrarne l'essenza.
Infatti questa ha un'energica azione sul sistema nervoso degli umani, particolarmente indicata per stimolare e per sedare; depura, elimina impurità, impedisce la riproduzione dei batteri, scaccia le pulci, insomma corrisponde davvero a quanto si intuisce quando la si contempla sotto il caldo sole estivo.





Sui fusticini ascendenti, i quali se ricadono a toccare il terreno radicano ai nodi, si dispongono foglie arrotondate, vellutate, con sfumature talora rossastre, che si ripiegano verso il basso per qualche arricciatura vicino al corto picciolo o per nervature troppo rigide.
Lungo di essi, a distanza ravvicinata, dei capolini tondeggianti, che inglobano diversi piccoli fiori dalle corolle rosee suddivise in lobi quasi uguali, avvolgono il gambo a mo' di sciarpa, finché quello posto sulla sommità terminale corona il tutto quasi come una cupola sopra una chiesa.



martedì 20 agosto 2024

Silene dioica

(Silene dioica)
 
Un contrasto davvero formidabile quello che la silene dioica offre alla vista: una corolla delicata, liscia e lustra, profondamente incisa e un calice con sepali rigidamente saldati a formare un tutt'uno, cosparso di una folta peluria; insomma la bella e la bestia insieme!


A dir la verità anche i fusti e le foglie sono pelosi e per di più leggermente appiccicaticci, nel tentativo forse di apparire ad eventuali malintenzionati più pericolosa di quello che è.
La forma ad otre del calice, costellato di venature scure che ne sottolineano le curve, fa pensare che all'interno vi sia qualche misterioso congegno che richiede segretezza e spazio o che la pianta abbia predisposto un gran deposito per i suoi frutti.


Questa caratteristica è così evidente che gli umani hanno voluto ricordarla nel nome: silene deriverebbe da Silenus, essere semidivino che nella mitologia greca s'accompagnava nelle bevute al dio Dioniso, guadagnandosi un ventre rigonfio.
Secondo altri discenderebbe dal greco 'selene - Luna piena' per indicare che l'apertura dei boccioli avviene di preferenza durante la notte.
I fiori formano una specie di raggruppamento a grappolo attorno al fiore apicale; i petali rosa fucsia sono 5 e si distendono attorno a 10 stami o a 5 stili.


Infatti essi sono o maschili o femminili e qualcuno ha osservato che il calice dei femminili è più grosso, proprio come una mamma in attesa; aspetta il granello di polline trasportato dagli insetti o dal vento per poter dare origine al suo frutto.


lunedì 19 agosto 2024

Elleborina crestata

(Epipactis atrorubens)

Un pendio assolato di terreno calcareo ben drenato con affioranti rocce biancastre è un'ottima quinta per far risaltare il marrone purpureo di un'abbondante colonia di elleborina crestata, dal coraggioso comportamento di pianta pioniera; la difficoltà di sopravvivere in questo luogo è testimoniata anche dalla presenza di pianticelle esili e magre non fiorite.
Il loro rizoma sotterraneo ha comunque fatto emergere un fusto arrossato e cosparso da una fitta coltre di peli biancastri con qualche squama violacea, tra ovali foglie verdi, disposte alternativamente su due file, rinforzate da nervature parallele che le danno un aspetto rustico.


Ma l'infiorescenza, con la sua sfilata di fiori pendenti dai loro pedicelli, anch'essi collocati con ordine quasi a coppie, stupisce ed eccita la fantasia per l'ineguagliabile struttura di ognuno di questi.
I 3 appuntiti tepali esterni, dipinti di un viola polveroso, fanno da ornamento ai 3 interni, dove il centrale mostra dimensioni ragguardevoli e una forma particolare: nella parte in fondo, concava, appare simile ad una pantofolina sfumata di chiaro, la quale, sul davanti, s'allunga in 2 morbide arricciature rosate, quasi un fiocco per abbellire il tutto.


Al di sopra spicca l'organo a colonna formato da stame e stilo, di un bel giallo che pare emanare una luce soffusa perchè ombreggiato e protetto dai tepali al di sopra.
Un leggero profumo vanigliato, oltre al fantastico ' design', è l'ulteriore attrazione che l'elleborine ha escogitato per garantirsi la visita di qualche insetto che favorirà l'impollinazione utile alla formazione di un notevole numero di minuscoli semi.





Belladonna

(Atropa belladonna)
 
Il nome di questa pianta fa sicuramente incuriosire, perché non è subito intuibile la correlazione esistente tra essa e l'aspetto di una femmina; anzi, poiché qualche volta proprio il modo di presentarsi, anche dei vegetali, richiama sensazioni non positive, ci si chiede se l'accenno alla bellezza non nasconda qualche inganno o qualche minaccia.
Incontrando la belladonna in genere nell'ombra di boschi umidi o in luoghi disboscati da poco, quindi squallidi, si ha proprio l'impressione che abbia qualcosa da occultare.


Sarà a causa dei fiori a forma di gonfia campana che si posizionano seminascosti e solitari tra coppie di foglie o sarà per la loro tinta livida dovuta all'intreccio di viola, bruni, gialli, verdi , i quali, variamente combinati, sembrano rinviare a incantesimi , a magie, a malanni.
Se poi vieni a sapere che in certi luoghi era chiamata 'l'ombra mortale della notte' , o anche 'ciliegia della pazzia', senza contare che Atropo era una delle Parche, quella che recide il filo della vita, non ci sono più dubbi, è un essere malevolo, da evitare.


Meglio limitarsi soltanto ad osservarne le fresche foglie appuntite, il fusto slanciato che regolarmente si suddivide in 2 o 3 ramoscelli, il calice con 5 sepali ordinatamente disposti, la corolla col margine suddiviso in 5 lobi lievemente ondulati, i 5 stami con antere molto sviluppate e l'unico stilo centrale; non si sa mai cosa possa capitare a chi tocca una belladonna.



domenica 18 agosto 2024

Canapa acquatica

(Eupatorium cannabinum)
 
Se vuoi sapere dove dell'acqua scorre nel terreno, basta individuare se vi sono piante di canapa d'acqua: esse amano il terreno argilloso essendo semiacquatiche; seguendo i loro insediamenti, spesso a gruppi, si può intuire la direzione del flusso anche da lontano, per l'altezza notevole che raggiungono i fusti e per la sfumatura rossiccia che caratterizza molte parti.


Il nome che deriva dal greco e significa 'nascita da padre nobile' le assegna anche una patente di nobiltà, visto che la scoperta delle sue proprietà medicinali pare sia da assegnare addirittura a Eupatore, re del Ponto..
I suoi fusti sono eretti e ramosi nella parte alta, striati e ricoperti da una folta peluria fino all'infiorescenza, formata da diversi capolini di 4-6 cimette ciascuno.



Ogni capolino porta pochi fiori di colore vario, dal rosa ad un lilla polveroso, ed emana un leggero profumo, a differenza del rizoma che invece puzza.
Sono presenti solo fiori tubulosi inclusi in un ricettacolo cosparso di brattee verdi, con corolla suddivisa in 5 lobi tra cui occhieggiano 5 stami con antere arrotondate alla base e uno stilo bianco, cosparso di sporgenze, che va assottigliandosi in punta.

sabato 17 agosto 2024

Saponaria comune

(Saponaria officinalis)
 
Non a caso la saponaria porta questo nome: è il detersivo dei tempi andati, quando si osservò che le sue radici, frantumate e sbattute nell'acqua, producono una schiuma ricca di saponina, ottima per lavare in particolare la lana, tanto che i famosi tappeti dei popoli nomadi dell'Asia erano detersi con questo sistema.


Si capì poi che i frammenti dei suoi rizomi seccati, bianco-giallastri all'interno e rossicci di fuori, depurano anche la sporcizia depositata negli organi interni degli umani, assegnandole il compito di ripulire e disinfettare.
Dagli stoloni che s'espandono dal rizoma si ramificano molti fusti cilindrici, tozzi e con nodi evidenti che portano foglie opposte, ellittiche con nervature parallele, senza picciolo e di un verde pallido.
I fiori si dispongono a grappolo sulla sommità: da un calice cilindrico, striato da nervature violacee, con bordo a 5 denti, s'apre di sera la corolla con 5 petali rosei, emananti un delicato profumo.




Nel centro s'arricciano anche delle linguette rosate più corte dei petali, a protezione di 10 stami e 2 stili; la pianta simboleggia la perfezione, perché i suoi fiori danno l'impressione della purezza e perché foglie e radice offrivano preziose sostanze detersive.



venerdì 16 agosto 2024

Aconito giallo

(Aconitum lycoctonum)
 
Già gli antichi conoscevano la sua tossicità, tanto che il nome pare derivi da 'akoniton - erba velenosa'; inoltre la forma del suo fiore, che ricorda un elmo alto e stretto non poteva non richiamare l'immagine di guerrieri in lotta, magari utilizzando il veleno estratto dalle sue radici per rendere mortali le loro armi.
Nella mitologia dei paesi nordici l'aconito rappresenta il simbolo dei guerrieri erranti, ma non gode di buona fama, tanto da essere considerato nel linguaggio simbolico un emblema di furbizia, di dissimulazione, di ambiguità e di vendetta.


Da una robusta radice tuberosa prima emergono foglie decorative di un intenso verde scuro, a forma pentagonale con lobi ampi a loro volta profondamente incisi in segmenti sottili e lunghi, solcati da nervature molto evidenti; man mano che occupano posizioni superiori lungo il fusto, rimpiccioliscono fino a diventare delle lingue sottili su uno stelo allungato.


Su questo s'affollano i fiori bianco- giallastri, incarnato questo che fa pensare alla malattia, con struttura alquanto stravagante; ci sono sepali, come il dorsale e il superiore che, dopo essersi molto allungati, s'incurvano formando un'esagerata cupola per proteggere i petali interni produttori di nettare.


Gli stami con antere scure sono numerosi ed anche i pistilli, precocemente svelati dal cadere delle protezioni che li avvolgono.

giovedì 15 agosto 2024

Millefoglio

(Achillea millefolium)
 
C'è un patriarca dei botanici, Plinio il Vecchio, che ha dedicato il libro 'Storia naturale' alle erbe officinali spontanee raccontando molte cose più o meno credibili. Narra ad esempio che l'eroe Achille, ferito il re Telefo, ne curasse la ferita con un impiastro contenente un'erba prodigiosa che lo guarì.
Si trattava dell'achillea, che a lui deve il suo nome, e riguardo alla quale osservazioni più recenti hanno chiarito che è anche in grado di rinforzare le piante vicine tramite sostanze secrete dalle sue radici; qualcuno ha anche affermato che può essere considerata il mercurocromo dei nostri prati.


Cugina della camomilla, come testimonia il suo aroma, è adattabile ed invadente; da un rizoma strisciante allunga i suoi fusti sotterranei che, emergendo dalla terra, prima sviluppano una rosetta di foglie basali, grigio argentee, molto frastagliate, poi uno o più steli ricoperti di foglie suddivise in innumerevoli lamelle distanziate tra loro e ricoperte di lanugine.
Sulla sommità si dilatano delle infiorescenze dense ed appiattite, formate da un insieme di piccole ombrelle, ognuna portante più fiori bianco-opaco o rosa.


Ogni peduncolo sorregge un involucro, composto da squame orlate di scuro, che protegge il ricettacolo dove s'inseriscono ordinatamente 2 tipi di fiori: gli esterni con ligula a 3 lobi, di genere femminile; gli interni, tubulosi, a 5 petali, bisex, con 5 stami a filamento libero ed antere saldate attorno all'unico stilo giallastro.


Presi ad uno ad uno, questi fiori sarebbero impercettibili, ma così assemblati si guadagnano una buona visibilità, rendendosi riconoscibili in qualsiasi luogo.

mercoledì 14 agosto 2024

Salicaria

(Lythrum salicaria)
 
Comparsa dal nulla in zona umida e donatrice di una fioritura di lunga durata, uno pensa che valga la pena di lasciar prosperare la salicaria dove ha scelto di vegetare. Non l'avesse mai fatto!
L'anno successivo tutta la zona attorno è cosparsa di esemplari più o meno robusti di questa pianta, detta anche 'verga rossa dei fossi', per l'aspetto piramidale che assume quando i suoi steli sono fioriti.



L'invasione va addebitata al fatto che i suoi rizomi sotterranei s'allungano molto in breve tempo stendendo un inestricabile sistema di getti che soffoca altre essenze; d'altro canto essi sono attivi nel depurare le acque con cui vengono a contatto migliorando quindi la pulizia dell'ambiente.
Il suo colore predominante è il rosso: rosso violetto i fiori che formano lunghe spighe terminali, rosso spento la sottile peluria che la ricopre, rosso luminoso il colore delle sue foglie, dalla forma simile a quella dei salici, d'autunno.


E con il sangue ha a che fare, dato che il nome, dal greco 'lythron - sangue', richiama le sue proprietà astringenti in grado di arrestare le emorragie e di stimolare la cicatrizzazione di ferite ed ulcere.
La corolla, formata di 6 petali lanceolati e un po' spiegazzati, e da stami in numero doppio parzialmente mimetizzati perchè ripiegati, fuoriesce da un calice con sepali che formano un tubo spesso con appendici interposte ai suoi lobi.




martedì 13 agosto 2024

Balsamina ghiandolosa

(Impatiens glandulifera)
 
Pianta proveniente dall'Oriente e segnalata in Italia per la prima volta all'inizio del XX secolo, la balsamina ghiandolosa, come molti migranti, è piena di forza e determinazione, tanto da essere considerata un pericolo grave perchè infesta soprattutto i luoghi umidi lungo i corsi d'acqua e le zone palustri, rubando spazio, luce e nutrienti alle specie indigene.
Le è stata dichiarata guerra anche perchè, così facendo, quando d'autunno muore, non essendo in grado di tollerare le basse temperature, lascia ampi spazi di terreno privi di vegetazione e quindi soggetti ad erosione.


Sopperisce a questa che sembra una sua definitiva scomparsa con l'ingegnoso stratagemma, messo in atto dalla selezione naturale, di produrre un enorme numero di fiori che si trasformano in altrettanti frutti pronti ad esplodere e a lanciare molto lontano i semi i quali, tra l'altro, hanno anche la facoltà di germinare dopo diversi anni.


Nonostante la gran produzione floreale che continua ininterrottamente per tutta l'estate su questi alti e nodosi fusti vitrei, ogni corolla, panciuta e sospesa in aria come un grande insetto volante a bocca spalancata, continua a mostrare dimensioni notevoli, colori fragranti ed aspetto appariscente, segno di grande robustezza.



Non a caso queste sue qualità sono state notate e si è pensato che, raccolte sotto forma di fiori di Bach, possano costituire un aiuto agli umani per superare stati di paura, ansia e stress , disturbi frequenti in quest'epoca squilibrata.

lunedì 12 agosto 2024

Angelica

(Angelica sylvestris)
 
L'angelica, sotto il sole di luglio, svetta massiccia sul suo fusto scanalato e nodoso, sfumato di viola e dall'aspetto infarinato, il quale diventa via via cavo, perchè con il crescere della pianta il midollo s'elimina tranne che ai robusti nodi intermedi.


Essa si fa notare, oltre che per le ragguardevoli dimensioni in rapporto ad altre piante ormai prostrate dal calore estivo o rinsecchite, anche per il fatto che larghe guaine membranose, dopo aver abbracciato lo stelo, formano una specie di uovo che, aprendosi, libera l'ombrella dei fiori, ancora neonata.
Inoltre, all'estremità si sviluppano foglie, verde lucido superiormente e più chiaro sotto, disposte simmetricamente ai due lati del picciolo comune collegato al centrale uscente dalla guaina e le loro lamine sono divise da insenature molto profonde.


L'infiorescenza è un insieme di 30 - 50 raggi diritti, ognuno dei quali origina un'ombrelletta di piccoli fiori inizialmente rosati, con calice ridottissimo e corolle con 5 petali minuscoli; mentre l'ombrella maggiore deriva direttamente dal gambo, le minori sono appoggiate ad un involucro formato da alcune sottilissime brattee.



Il nome rispecchia l'idea che di essa si era fatto il popolo nel Medioevo: si credeva che fosse discesa dal cielo, dagli angeli e che per questo possedesse virtù angeliche in grado di combattere contro le influenze maligne. Ed effettivamente le miniombrelline un po' gonfie e ripiegate verso il basso fanno pensare alle vesti degli angioletti natalizi.

domenica 11 agosto 2024

Cirsio giallo

(Cirsium erisithales)

Nella penombra del sottobosco umido sovrasta il resto della vegetazione una pianta che ha l'aspetto di uno spilungone troppo cresciuto: è il cirsio - zampa d'orso , dalla caratteristica testa ricadente con l'aspetto di un pennello da barba.
Da lontano, per la presenza sul fusto alto ed eretto di foglie col margine frastagliato con punte simili a spine, si ha l'idea che sia un cardo spinoso e lo si tocca con prudenza. Invece ha una consistenza morbida e i bordi delle lamine fogliari verde pallido sono orlate di denti molli simili a ciglia.



Anche i fiori, riuniti a mazzetti all'apice del fusto, precocemente reclinati come se il peso di scaglie e petali fosse insopportabile, mostrano un involucro formato da brattee ovate con la punta rivolta all'indietro simile ad un riccio, leggermente appiccicose.
Da questo, come getti d'acqua da una doccia, scaturiscono i fiori, tutti tubulosi, di un giallo spento, con 5 stami che possono compiere dei movimenti per liberarsi del polline e stigmi dei pistilli con ciuffetto di peli all'apice.



Un tempo usato per curare le varici, come dice il suo nome, era anche utile agli umani: un cuore tenero in una corazza minacciosa!


sabato 10 agosto 2024

Bardana

(Arctium lappa)

Prolifera in luoghi non coltivati, ma in terreni ricchi di nitrati ai bordi delle strade; sembra un piccolo arbusto, con foglie grandi e cuoriformi, un fusto ramoso e striato di rossiccio, una radice fittonosa robusta.
Non pare avere nulla di speciale finché non appaiono le sue infiorescenze, strani bottoni vegetali rivestiti da una folta fodera uncinata da cui spuntano i fiori riuniti in capolini globosi; talmente particolari che dallo studio della loro disposizione e del loro funzionamento è derivata l'invenzione del velcro.


Queste sfere 'adesive' sono l'originale espediente che questa specie ha ideato per provvedere alla disseminazione: s'incollano ai peli degli animali o agli abiti dei passanti che così li possono trasportare anche a grandi distanze.
Non per nulla l'appellativo 'lappa' pare derivi dal latino 'lappare - afferrare'.
Sono presenti solo i fiori del disco fittamente disposti e maculati di violetto alle estremità, con sepali del calice ridotti a una sottile coroncina, corolle con 5 minuscoli denti, stami con 5 filamenti liberi ma con antere saldate tra loro a formare una sciarpa attorno allo stilo.


Nell'antichità era ritenuta capace di curare molte malattie, ma forse la funzione più valida è quella di depurativo per cui le malattie della pelle s'arrendono davanti alla sua azione: tanto è ispida e villosa lei, quanto rende liscia e pulita da impurità la pelle degli umani.

venerdì 9 agosto 2024

Garofanino a pennacchio

(Dianthus superbus)

Brio: è quello che comunica il garofano a pennacchio, dalle bizzarre sfrangiature che hanno il potere di farci tornare ad epoche remote, a corti favolose dove eleganti arazzi portavano impresso il profilo di questo fiore talvolta trasformato dalla fantasia della ricamatrice.



Era ritenuto il simbolo dell'unione e della fedeltà e veniva ricamato sin dal 1600 nei corredi e nella biancheria intima delle ragazze da marito e naturalmente il compito dello sposo era di riuscire a vederli!
Anche la tenacia può essere una sua parola chiave: cresce infatti di preferenza in luoghi assolati, spesso nelle fessure su rocce nude emergenti e non sempre si capisce dove vada a reperire quel che gli serve per vivere. La ricerca per rinvenire acqua e sostanze deve essere ben lunga e faticosa.
Però risparmia sugli steli, gracili e pendenti e sulle foglie allungate, sottili, magroline, di un verde assai sbiadito, ma non sulle corolle gentili e delicate.



I fiori sfoggiano 5 petali leggermente rosati piumosi ed intagliati oltre la metà del lembo, frangia che s'estende fin quasi all'unghia che è la parte sottile che s'incastra nel calice allungato e cilindrico con 5 sepali.


Al centro 10 stami liberi e 2 lunghi stili rafforzano l'idea di leggerezza e di raffinata semplicità dell'insieme. Inoltre c'è il profumo, fragrante come un bel ricordo, ritenuto un tempo utile per nascondere l'odore delle candele e per tenere lontane le tarme o per difendersi dalle pestilenze.
'Fiore di Zeus' è stato denominato ed è veramente un fiore degno di un dio.












     

giovedì 8 agosto 2024

Geranio sanguigno

(Geranium sanguineum)

Si dice geranio e si pensa alle piante che in estate chiassosamente rallegrano con le loro tinte vistose balconi e terrazzi; non si immagina che invece i gerani sono distribuiti nei prati e nei boschi e anche nei luoghi umidi.
La confusione nell'attribuzione del nome è nata perché i primi, i cittadini, che sono però pelargoni, hanno in comune con i selvatici la forma del frutto, allungato ed appiattito come il capo e il becco di una gru.


Quando esso è maturato e seccato, le strisce che formano il becco d'uccello si aprono dalla base verso l'alto, talvolta arrotolandosi, formando così una guglia con 5 riccioli laterali avvolti a spirale e terminanti in una valva contenente ciascuna un seme che viene lanciato lontano.
Invece pianta e fiori si differenziano: questo geranio è un'erbacea perenne, pertanto resiste al caldo e anche al freddo lasciando cadere le foglie, ma facendo sopravvivere dei fusti sotterranei, legnosi, da cui sprizzano nel tempo opportuno gemme biancastre che danno origine a foglie fitte e a fiori leggeri.
Le foglie a palma di mano, con margini frastagliati, verde brillante, sottolineano la delicata bellezza dei petali d'un rosa più o meno intenso, disposti in corolle semplici e piane quasi impalpabili.
Sono 5, corredati da ghiandole nettarifere, con la parte più stretta biancastra ad evidenziare i 5 stami con antere violacee e morbide fenditure longitudinali chiare, mentre il pistillo riprende la tinta dei petali: un'alternanza di tinte davvero perfetta!


mercoledì 7 agosto 2024

Mentastro

(Mentha longifolia)

Quando s'incontrano le piante del mentastro, in genere folte comunità che fanno oscillare al vento le loro morbide spighe lilla, si sa che si è in prossimità di qualche sorgente o su prati dove l'acqua si deposita e permane a lungo.
Questa varietà vigorosa ha steli eretti e pelosi, a sezione quadrangolare, che portano numerose foglie lanceolate, anch'esse quasi argentee per lo spesso strato di peli che le ricopre soprattutto nella pagina inferiore.


Anche solo sfiorandole si sprigiona un intenso aroma caratteristico, che sa di fresco e pulito e che ti da l'impressione di respirare meglio; ciò avviene perché contengono mentolo.
Questo fatto non era passato inosservato nei tempi antichi tanto che, ad esempio nel Rinascimento, si scriveva 'l'odore corrobora il cerebro e la memoria' e nel Medio Evo si spargeva sui pavimenti delle abitazioni per mimetizzare la puzza di stantio e tener lontani gli insetti.
Fino a qualche decennio fa gli apicultori le usavano per strofinare le pareti delle arnie per eliminare i parassiti.


I fiori, molto piccoli e lievemente colorati, per risultare più visibili, si riuniscono in gruppetti densi che a loro volta s'affollano lungo l'estremità del fusto centrale, mentre altri rametti si allargano lateralmente ; sono formati da un calice peloso con 5 denti e da una corolla divisa in 4 lobi quasi uguali, dai quali fanno capolino 4 stami diritti e uno stilo trasparente.

martedì 6 agosto 2024

Balsamina gialla

(Impatiens noli-tangere)

Soltanto in qualche rara radura ombrosa e spoglia vivono colonie di impatiens, come se volessero starsene da sole, mantenendo un certo riserbo lontano da occhi indiscreti.
Le piantine, ad un primo rapido sguardo, sembrano tanti fragili alberelli in miniatura con fusti ramificati, piuttosto grassocci, succulenti e traslucidi, par quasi di vedere i fluidi vitali che scorrono all'interno dei suoi vasi.



Questa trasparenza ha fatto sì che il significato legato alla balsamina sia la sincerità, la chiarezza di intenti; anche le foglie, ellittiche, con margine dentellato, carnose, ma sbiadite nella tinta, hanno un che di diafano.
Il particolare più sorprendente sono i fiori, i quali, visti di lato, hanno l'aspetto di pesciolini gialli sospesi in un mare tutto verde.




Appesi ad un sottilissimo filamento peduncolato, emergenti da un calice formato di 5 sepali, di cui uno forma una specie di grande coda ad uncino che contiene il nettare, 4 petali si dispongono come labbra di una bocca aperta.
Piccole macchie rossastre evidenziano la fauce e l'urlo che ne esce: 'Noli me tangere - Non mi toccare', cosa che invece la pianta vorrebbe fosse fatta perchè anche un solo leggero tocco ad una delle sue capsule portasemi la fa esplodere e lanciare a distanza i suoi semi.




lunedì 5 agosto 2024

Veccia montanina

(Vicia cracca)

Talvolta appaiono d'improvviso tra altra vegetazione d'altro tipo delle foglie composte da una lunga serie di coppie di foglioline arrotondate su assi incurvati ed avvolti a spirale.
Ciò che attira l'attenzione sono dei viticci che si sviluppano all'apice, segno che la veccia ha trasformato le ultime lamine in mani destinate ad innalzarla fino alla luce aggrappandosi con queste ai rami altrui.


Dall'ascella di ogni foglia emerge un lungo peduncolo che porta una lunga fila di fiori fitti fitti con calice a scodella dal bordo un po' slabbrato e pelosetto.
La corolla, con petalo superiore rivolto all'insù, laterali ben aderenti ai fianchi e inferiori concresciuti, nasconde ben 10 stami saldati insieme ed 1 libero attorno ad uno stilo incurvato.
Il colore molto intenso varia dall'azzurro al rosa, al violetto, al purpureo: questo corredo di tinte e di forme potrebbe far pensare che è specie delicata.



Invece è una pianta pioniera, adatta a vivere in terreni poveri perché ha risolto i suoi poblemi di approvvigionamento alimentare mediante accordi precisi con un batterio che si insedia nelle sue radici producendo dei noduli dove avviene uno scambio, per cui essa può usufruire di composti azotati offrendo all'ospite composti organici e sali.
Per il bene di tutti, anche nel buio della terra, ci si impegna in intese concordate
.