venerdì 26 aprile 2024

Lamio maculato

(Lamium maculatum)

Stretta parente del lamio rosso, è più appariscente per le dimensioni; infatti può raggiungere anche l'altezza di mezzo metro o più e ricoprire ampiamente vaste superfici soprattutto nelle siepi e nelle zone incolte ombreggiandole del tutto per la crescita ravvicinata di una pianta all'altra.



Osservandole dall'alto, vedi solo foglie cuoriformi rivestite di peli radi e molli, come un sottile velluto, disposte con ordine a strati, inserendosi ad anello e a distanze regolari attorno al gambo robusto.
Cosa nascondono? Dei vistosi fiori che stanno lì sotto raggruppati, a fauci spalancate, sostenuti da rigidi calici pelosi e che sembrano dirti: 'Vieni qui che ti mangio!'



In realtà erano i bambini nel tempo passato a staccarli e a succhiarli perché alla base della corolla di quelli ben maturi è depositata una goccia di nettare dolce.
La pianta la produce come esca per i bombi in particolare e per essi ha predisposto anche l'entrata ufficiale, facendo in modo che, al passaggio obbligato a caccia del tesoro, le antere degli stami siano scosse e una pioggia di polline inondi i visitatori che poi ne lasceranno tracce in altri fiori.



Esempio di mutuo aiuto tra mondi diversi. E la pianta è talmente generosa da essere disponibile a soccorrere anche gli umani, curandone le emorragie, le piaghe le ulcere ed altri malanni.


giovedì 25 aprile 2024

Consolida maggiore

(Symphytum officinale)

Amante dei terreni intrisi d'acqua ed ombrosi, la consolida affonda profondamente delle robuste radici fuoriuscenti da rizomi, 'radici nere', pare ricche di sostanze cicatrizzanti.


La pianta mostra un aspetto ruvido ed irsuto per la presenza di peli sui fusti angolosi e zigzaganti e sulle foglie lanceolate, apparendo un po' scapigliata e scomposta per questo, ma decisa a difendersi dall'appetito degli animali che la trovano di loro gradimento.
Da coppie di peduncoli arcuati uscenti dall'apice del ramo pendono dei fiori biancastri, giallognoli o violacei, perfino verdastri, ma sempre tenui nella loro coloritura.


Si raggruppano su un peduncolo che si suddivide in due parti, mostrando corolle tubolose, le quali, avendo i petali saldati, s'allargano a campana con un lieve e vezzoso arricciamento sul bordo.


Nascoste all'interno vi sono 5 scaglie triangolari che si rinserrano sulle antere degli stami come a proteggerli; similmente unisce, 'consolida' anche ossa, cartilagini, tessuti e pelle degli umani, meritandosi per questo la qualifica di pianta curativa.


martedì 23 aprile 2024

Primula odorosa

(Primula veris)

Sorella della primula vulgaris, preferisce attendere un clima più caldo per mostrare le sue corolle che può anche innalzare alquanto dal livello del suolo per far loro affrontare senza timore le brezze primaverili montane.
Infatti, mentre la rosetta di foglie bollose, irregolarmente dentate, pelose nella parte inferiore, s'adagia in basso, uno o più ardimentosi scapi senza foglie si drizzano esponendo una stretta ombrella di fiori, ognuno con il suo peduncolo.


Spesso reclinati verso il basso, rinchiudono la corolla giallo dorato a 5 petali dentro un calice grande, diviso in 5 denti lunghi e saldati tra loro in modo da formare 5 spigoli acuti.


Stami e pistilli cercano di non avere rapporti nello stesso fiore, preferiscono contatti incrociati con altri individui tramite polline e per favorirne il trasporto da parte degli insetti ecco anche aleggiare un dolce e delicato profumo.


Il suo significato è 'portare fortuna' e forse si prova a farlo perché contiene e regala innumerevoli sostanze utili a scuotere dal torpore invernale e a partecipare senza ansia al rinnovamento stagionale.

lunedì 22 aprile 2024

Non ti scordar di me

(Myosotis scorpioides)

Da una piantina neonata inizialmente anonima o quasi, all'epoca della fioritura, s'erge e s'espande un gran numero di ramoscelli che reggono in modo un po' disordinato delle corolle , assemblate a ciuffetto, 'dall'occhio luminoso', tinteggiate di celeste, di rosa ed anche di bianco.


Sembra un fiore romantico e gentile, difatti ha dato origine a molte leggende sentimental-zuccherose, dove appare come simbolo dell'amore eterno e del ricordo che si mantiene oltre la morte.
Invece questa sua esplosiva fioritura, che le fa allungare sempre più le sue estremità fiorite, la rende incombente ed oppressiva nei confronti delle piante vicine, tanto che alla fine sotto di essa regna il deserto: è come quando un legame, che si mantiene troppo forte, non permette ad altro di nascere e svilupparsi.
Più attento e concreto è stato chi gli ha dato il nome scientifico, 'myosotis - orecchio di topo', ravvisando una possibile somiglianza delle sue foglie vellutate e spatolate con quelle dell'animale; ognuna s'inserisce su un gambo robusto e peloso in modo da non ombreggiarsi vicendevolmente e da proteggere una gemma che cela un ciuffetto fiorale uscente all'ascella di ciascuna.


Semplici i fiori, muniti di corolle a tubo corto, con 5 petali che s'innestano attorno ad un foro centrale che appare scuro perché circondato da una coroncina di piccole gobbe giallastre, e fiorenti in ordine di posizione, dai disposti all'apice del gambo fino a quelli vicino a terra.


Man mano che sbocciano il loro colore s'attenua e quando appassiscono il rametto tende a curvarsi a spirale portando gli acheni ovali e neri che lo fanno assomigliare alla coda di uno scorpione.

domenica 21 aprile 2024

Aglio orsino

(Allium ursinum)

L'aglio è ritenuto una pianta profumata o puzzolente, a seconda dei punti di vista; 'rosa degli dei' per alcuni, 'rosa fetida' per altri; sarà in parte per l'odore acre, persistente che aleggia attorno ai suoi degustatori abituali, trasudando perfino dai pori della pelle, che l'uso di mangiarlo in abbondanza non era considerato di buon gusto nella buona società.


A ciò non hanno mai badato gli orsi i quali, al termine del letargo invernale, se ne nutrono per depurare l'organismo e per aumentare la produzione di anticorpi direttamente coinvolti nella distruzione di microrganismi estranei penetrati nel corpo ed a questo si riferisce il termine 'ursinum - dagli orsi'.
Perenne, dal suo organo di riserva, un bulbo oblungo-affusolato che vive diversi anni, partono direttamente sia le foglie che i fiori su di un lungo peduncolo color alabastro; le foglie appiattite, scanalate e cave si sviluppano fitte fitte e di un intenso verde cupo, prima dei fiori.


I fiori compaiono avvolti da un'ampia brattea simile a carta, a 2-3 valve,una specie di scrigno a cappuccio di elfo, che al momento opportuno si lascia cadere facendo emergere un'ombrella rada di fiori bianchi, ognuno con 6 tepali sottili ed allungati valorizzati da altrettanti vistosi stami.


Nel Medio Evo l'aglio fu farmaco multiuso e talismano per scacciare la cattiva sorte: in effetti basta contemplarne una distesa fiorita in un giorno di sole e respirarne gli effluvi per sentirsi più vitali e quindi più felici.

sabato 20 aprile 2024

Cinquefoglia

(Potentilla reptans)

Deve avere una particolare predilezione per il numero 5 questa pianta: infatti le sue foglie sono composte da cinque parti oblunghe e dentate, il calice e il calicetto mostrano cinque sepali triangolari ciascuno, la corolla è formata da cinque petali e, contando i fusticini uscenti dalla radice, non so se per puro caso, ne ho scoperti 5 e 5 anche le foglie basali.



Si insinua velocemente con i suoi fusti prostrati che si ramificano in tutte le direzioni, fermandosi ogni tanto per mettere su casa per una nuova piantina che a sua volta farà strisciare i suoi fusti stoloniferi alla ricerca di punti liberi dove radicare.


Organizza così una gigantesca rete con nodi ed archi che s'intrecciano mostrando la sua potenza nell'espandersi o le sue prodigiose possibilità di sviluppo nell'ambiente, purché piova un po' però.
Il fiore è un vero fiore, del tipo apparso sulla terra in epoche assai remote, non per nulla è parente della rosa, formato da petali cuoriformi, liberi, disposti ordinatamente in modo opposto ai sepali del calice e sovrapposti a quelli del calicetto.


La sua grande facilità ad ambientarsi e a sopravvivere rende giustizia al significato che le viene assegnato ' ti sarò sempre vicino', talvolta anche troppo, visto il suo disporsi anche subdolo tra le altre piante.

venerdì 19 aprile 2024

Anemone ranuncoloide

(Anemonoides ranuncoloides)

Si sa, gli esseri umani spesso si fermano alla prima impressione, lasciandosi attirare dall'apparenza e così, vedendo il giallo squillante e la forma dei fiori di questa pianta, ha decretato trattarsi di un ranuncolo di fioritura un po' anticipata.
Ma ad una osservazione più attenta si è notato che non solo le radici, il fusto e le foglie sono diversi, ma anche il portamento e il modo di porsi nell'ambiente che è ancora piuttosto spoglio.


Robusto e tenace, questo anemone fa sfoggio di un unico gambo, abbellito circa a metà della sua lunghezza da un ciuffo di 3 foglie che appaiono prima dei fiori a mo' di riverenza verso l'apice da cui usciranno, sostenuti da piccioli più o meno lunghi, da 2 a 5 boccioli arrotondati e un po' pelosetti.


I fiori, che non si svilupperanno tutti delle stesse dimensioni, anzi qualcuno non troverà proprio la forza di aprirsi, sono grandi, di colore oro quasi luminescente, formati da 5 a 8 sepali che fanno corona ad un ciuffo centrale ben compatto e fitto di stami e pistilli.


Mostrano anche una grande prudenza perché, verso sera o in caso di pioggia, si  curvano verso il basso proteggendo le parti fertili dall'umidità in attesa di tempi migliori quando gli insetti possono librarsi in  volo a  far loro visita.

giovedì 18 aprile 2024

Acetosella

(Oxalis)

Spunta nei boschi tra le radici affioranti, dalle fessure di muri sconnessi, dalla ghiaia delle cunette lungo le strade: temperamento invadente se il suo rizoma squamoso trova un sedimento adatto alle sue esigenze alimentari.
Non appare dotata di fusto, ma di foglie sì, di un fresco verde tenero, inserite a tre o a quattro sullo stesso picciolo, unite per le punte del cuore che rappresenta la forma di ciascuna.


Sono foglie che alle prime ombre della sera assumono una posizione di sonno, perché si ripiegano ordinatamente a ventaglio lungo il gambo, come un ombrello chiuso; e non basta, sono anche 'metereopatiche', in quanto si comportano così anche durante il giorno, quando si sta approssimando una perturbazione.
E, 'acetum in fundo', hanno un sapore acidulo dovuto alla presenza di ossalato di potassio e proprio a questo devono il loro nome volgare ed anche quello scientifico dal greco 'oxys - acido e hals -sale', sale che un tempo veniva estratto ed usato per smacchiare.
I fiori, molto semplici, a calice con 5 petali talvolta fusi alla base, sono bianco- rosei, con leggere venature violacee che segnalano il centro giallastro. Sono di due tipi, secernendo alcuni molto nettare per attirare gli insetti , ma risultando spesso del tutto sterili, e non schiudendosi altri per autoimpollinarsi con successo.


Anticamente la pianta era dedicata a Venere, la dea dell'amore e aveva il potere di proteggere le giovani madri, e in effetti fanno pensare ad una vita nuova.

mercoledì 17 aprile 2024

Pervinca

(Vinca minor)

In posizioni fresche ed ombreggiate, la pervinca schiude le sue corolle come degli incantati occhi azzurri che si spalancano per ammirare la natura ormai quasi vestita a festa.


Questa pianta, amica soprattutto dei faggi, è un'infaticabile viaggiatrice, mediante i suoi esili fusti sottili i quali, prostrati al suolo, lo tappezzano per bene ombreggiandolo con le foglie ovali di un bel verde scuro lucente.
Molti di questi ramoscelli però s'innalzano verso la luce e dalle ascelle delle foglie si distaccano peduncoli che sorreggono le sue seducenti corolle a forma di elica con cinque lobi troncati di quella particolare tinta definita dai pittori 'azzurro pervinca'.


Se le fissi a lungo hanno un che di inquietante, di misterioso, di antico; e in effetti la pervinca è una pianta di 'un tempo' molto lontano, conosciuta, descritta e utilizzata per diversi usi medicinali delle sue foglie ed ha avuto dimestichezza perfino con le streghe che ne facevano filtri d'amore.


Col passar dei secoli fu caricata di altri significati: amicizia, verginità, fedeltà, ricordo, tanto che spesso veniva utilizzata per ricavarne corone intrecciate da deporre sulle tombe o per festeggiare le giovani coppie di sposi, annodandone alcuni mazzi ai quattro angoli del letto nuziale. Ed anch'essa, come l'amore, è un po' tossica!

domenica 14 aprile 2024

Tarassaco

(Taraxacum officinalis)

Si può dire che il tarassaco è una celebrità, una pianta-star, conosciuta dappertutto anche se con appellativi diversi; merita questa notorietà per l'enorme diffusione, tanto che i prati rilucono per il giallo delle sue corolle nel momento della fioritura primaverile, ma, non contenta, la prosegue con minor effetto cromatico fino all'autunno.


Disperde perciò una miriade di semi, per di più forgiati in modo tale da poter affrontare qualsiasi volo, muniti come sono di una raggiera di peli piumosi impiantati all'apice di un gambo sottile, che funziona anche da paracadute: un apparecchio moderno esistente fin dall'antichità e prodotto dalla natura.


Dimostra inoltre una formidabile forza vitale tanto che, se solo una piccolissima porzione della sua grossa radice a fittone rimane nel terreno, dopo qualche tempo riappare la rosetta di foglie con il contorno a lobi triangolari dentati simili ai denti del leone.


In breve, si spalancano anche i fiori, su fusti cavi quasi trasparenti, riuniti in un capolino e avvolti da due file di membrane con funzione di calice, le quali racchiudono innumerevoli fiorellini a forma di tubo nella parte inferiore, da cui si diparte un prolungamento che fa da petalo.


Il risultato è un disco giallo - oro luminoso con una serie di petali accatastati, frangiati sul bordo, come una medaglia al valore, che merita per le sue qualità commestibili e medicamentose, tanto che il suo nome significa 'cura dei turbamenti'.

sabato 13 aprile 2024

Petasite

(Petasites hybridus)

Dissimula la sua presenza durante l'inverno, mantenendo nascosto il suo robusto rizoma carnoso, capace comunque di impadronirsi di vaste aree con numerosi individui aggregati in colonie via via più consistenti, purché i terreni siano ricchi di sali e in prossimità di luoghi umidi.


In primavera compaiono quasi dal nulla i fiori sostenuti da un fusto cavo, a forma di tozzo pennacchio dalla coloritura porporina che poi, sviluppandosi via via le corolle, vira verso un rosa slavato tendente al bianco.


Ogni peduncolo porta un gruppo di fiori abbracciati stretti da brattee che lasciano intravedere appena i boccioli serrati che poi si apriranno mettendo in mostra cinque tepali candidi da cui sporgerà qualche fiore a linguetta.


La laboriosa opera di fecondazione ha necessità di essere favorita da qualche insetto viaggiatore, in genere sono le api a dare la loro manodopera, poiché ogni pianta porta esemplari di fiori o solo maschili o solo femminili: meglio evitare tentazioni improprie!


Infine, in estate, dalle radici emergono foglie di dimensioni ed aspetto notevoli, tanto che gli antichi assegnarono alla pianta il nome 'petasus - cappello da viaggio', il copricapo a larghe falde che all'epoca s'indossava per proteggersi.

venerdì 12 aprile 2024

Fior di stecco

(Daphne mezereum)

Lo vedi da lontano nel bosco ancora spoglio: su un rametto grigiastro che appare morto, magari anche un po' piegato dalla neve invernale, spicca un grappolo di fiori rosei che sembrano fatti di carta o di plastica, come quelli che ornano le vetrine dei negozi nel periodo primaverile.




Nessun frammento di verde a sottolineare questi mazzetti di 3 fiori a forma di calice con 4 sepali che stanno ben distesi a mostrare 8 stami giallastri che occhieggiano in centro.



Sul punto di innesto con il ramo ogni calice è delimitato da brattee brunastre cosparse di peli quasi a protezione di questo tubo che sembra allungare il collo per dire 'desidero piacerti,.


E siccome non sono molti gli insetti viste le temperature fresche, la pianta si prova in tutti i modi ad attirare quei pochi spandendo un profumo abbastanza intenso ed offrendo la dolcezza del suo nettare nascosto.
Poi, come ogni essere, ha anche il suo lato negativo, perché la corteccia è irritante e i suoi frutti sono velenosi. Ha avuto un nome di ninfa ,'Dafne .- lauro', senza esserlo, ma solo per il fatto che le sue foglie gli sono simili..




giovedì 11 aprile 2024

Borsa pastore

(Capsella bursa- pastoris)

Nessuno ora la degna di uno sguardo: molto comune, poco appariscente anche se precoce nello sviluppo, tenace nell'appropriarsi di spazi di ogni tipo e utile per le sue proprietà, non le si dà nessuna importanza.


Almeno un tempo i bambini la utilizzavano per un piccolo gioco-inganno, quello di far credere agli amici di essere capaci di realizzare con i denti tanti piccoli cuoricini vegetali, nascondendo prima in bocca i suoi frutti.
Altri invece hanno riconosciuto nella forma di questi la bisaccia dei pastori contenente il sale da dare ai propri animali e così l'hanno denominata.


In effetti, sulla parte terminale di un fusto esile, simile ad un adolescente cresciuto in fretta, s'allarga un'infiorescenza non certo sgargiante che sembra un ombrellino, ma i cui fiori, pur distendendosi ad un medesimo livello, sono sostenuti da peduncoli che si inseriscono ad altezze diverse sull'asse comune e che continuano ad allungarsi distanziandosi.
I minuscoli fiori, sostenuti da un calice verde con 4 sepali, hanno una minuta corolla bianca con 4 petali disposti a croce e stami gialli, con capacità di autoimpollinarsi e quindi idonei a garantire alla pianta una innumerevole serie di figli.



mercoledì 10 aprile 2024

Croco

(Crocus vernus)

Minuti e raccolti, vestiti di tinte pastello, irrompono dall'erba secca o anche da macchie di neve ancora persistenti come candele che s'accendono all'improvviso.


E in effetti lo stilo filiforme con stigmi allargati di un vivido color rosso- aranciato sembra i fili incandescenti di una lampadina accesa la cui luce si diffonde con un alone soffuso: a fare da schermo sono i 6 tepali, tre esterni e 3 interni, a forma di spatola arrotondata.


Ogni pianta mette vistosamente in mostra uno o due fiori non odorosi, provenienti direttamente dal loro bulbo arrotondato, più o meno schiacciato ai poli ed avvolto da tuniche fibrose, una perfetta cipollina a forma di fiasco, che avvizzirà e si atrofizzerà dopo la fioritura, vero sacrificio d'amore.
Forse per questa esposizione di organi sessuali e per questo annullarsi a favore della riproduzione, gli antichi pensavano che indicasse passione ed amore e lo volevano come ingrediente nei filtri d'amore.



La sua però è una bellezza effimera, dura poco e soltanto se sboccia in gran quantità attira l'attenzione; s'incaricheranno poi le foglie lineari a ricostituire le riserve di cibo riformando un nuovo bulbillo per la fioritura dell'anno successivo.





martedì 9 aprile 2024

Gigaro scuro

(Arum maculatum)

Se, nei mesi primaverili, cammini lungo delle siepi fresche ed ombrose dal lato nord, puoi vedere ciuffi folti di foglie di un bel verde talora maculato di bianco o di bruno tra cui ce n'è una più chiara, la quale, invece di disporsi orizzontalmente rispetto al terreno, s'innalza diritta verso il cielo: non sempre arrivi ad immaginare che il suo compito è diverso.


Aggirando le piante in direzione sud, scopri che questo cartoccio arrotondato contiene, custodisce e protegge una spiga grossa e carnosa, una specie di clava violacea, chiamata anche, nei paesi anglosassoni, ' pene del cuculo'.
La sua funzione è quella di richiamo degli insetti per mezzo dell'odore acre e nauseante che emana e per il colore vistoso; invece i veri fiori sono alloggiati nella parte inferiore dell'asse carnoso e disposti a strati: prima dei fiori sterili a forma di filamenti rivolti verso il basso, posti proprio dove la spata si restringe, seguiti da fiori maschili, da altri fiori sterili e infine dai femminili, tutti quanti piuttosto minuscoli ed indifferenziati nelle loro parti.


All'interno di questa camera, quando maturano gli stami, la temperatura si alza anche di diversi gradi rispetto a quella esterna, da cui il nome il nome della pianta 'arum- calore'; ne godono gli insetti, i quali scivolando lungo le lisce pareti della spata, sono precipitati tra i fiori con i peli disposti in senso contrario all'uscita. Così, senza poter risalire, inquieti s'aggirano senza trovare vie d'uscita e nel loro folle volo si prestano ad impollinare i fiori femminili che fioriscono per primi.


La pianta aprirà le porte della loro prigione facendo appassire i fiori più in alto solo quando saranno ben imbrattati del polline dei suoi fiori maschili e sazi potranno volarsene via, pronti a visitare un altro gigaro in diversa fase di maturazione.
Mirabile esempio di inganno a lieto fine per tutti.




Latrea comune

(Lathraea squamaria)

Quando la vedi emergere dalle foglie marcescenti con quel rosa delicato, pensi a qualcosa di fragile, di raffinato, di dolce come un bambino appena nato, incapace quindi di azioni scellerate.



Invece è una pianta che solitamente se ne sta rintanata nell'oscurità del terreno, 'nascosta' come illustra il suo nome, per tutto l'anno, tranne che in quel breve periodo quando vuol ostentare al mondo l'eleganza della sua infiorescenza.
Occulta quindi la sua vera natura, quella di essere una pianta parassita, in pratica una scroccona che mangia in casa altrui senza doversi affaticare per alimentarsi, perché sottrae a qualche altro vegetale quel che le abbisogna.


Non necessita quindi di foglie e fusti funzionanti alla luce del sole, non le serve la clorofilla per cui nessun colore verde per lei! Pensa a tutto l'ospite a cui s'attacca, facendo dipartire dal suo grosso rizoma sotterraneo dei particolari filamenti alla ricerca di una radice viva sui cui vasi linfatici penetrare e risucchiare le sostanze nutritive già pronte.


I fiori, innestati tutt'attorno ad un gambo tozzo che reclina verso terra, ostentano una corolla a tubo con la parte superiore rosata a cuffia e l'inferiore biancastra divisa in 3 lobi da cui sfugge uno stilo giallastro e sporgente e sono protetti da un calice a campana e da ampie brattee striate. Davvero un fiore da esposizione!